Tramezzino vegano Vemondo del Lidl

E il core dell’essere civile

  • Cosa: tramezzino vegano Vemondo
  • Dove: Lidl
  • Costo: 1,99 €
  • Punteggio Yuka: 58/100 BUONO
  • Yuka dice che è un po’ troppo salato e contiene due additivi E202 (Sorbato di potassio) ed E471 (Mono e digliceridi degli acidi grassi) a rischio moderato.

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Io sono una grande fan dei tramezzini, sono un’inguaribile estimatrice delle olive al limite del feticismo e mi piacciono parecchio anche i pomodori e, diamine, quanto amo i ceci! E vogliamo parlare del pane integrale? Mi fa impazzire perché mi fa sentire una persona migliore che fa qualcosa di buono per i suoi villi intestinali. Pensate: sono così sensibile che ho a cuore persino la sorte della flora batterica delle mie viscere! E allora perché… Perché, diocribbio, io devo trovarmi costantemente in situazioni in cui tutto dovrebbe funzionare al meglio – c’è il pane integrale, ci sono le amatissime olive, i pomodori e i sublimi ceci ed è un bellissimo tramezzino vegano quello che ho in mano, diavolo di un diavolo – eppure questo tramezzino è una merda?

@valeria_disagio

Ho assaggiato il tramezzino vegano #Vemondo preso al #Lidl e ho riflettuto sul principio della civiltà. #DiscounOrDie #vegan

♬ suono originale – Valeria Disagio

Lo so potrebbe venire facile dare la colpa al prezzo, alla sua provenienza, sì, l’ho preso al Lidl ed è costato gnegnegne, però io vorrei andare un po’ oltre questa becera oggettività data driven un po’ noiosa che ci priva della sorpresa e del nostro diritto a meravigliarci. Ma infatti di cosa mi lamento? Non dovrei farlo per nulla, anzi… Dovrei ringraziare questo tramezzino vegano Vemondo integrale con olive, pomodori e ceci per avermi restituito la magia del mistero, il mistero della fede e la fede del caos e del caso. Perché non c’è nulla di scontato. In ogni momento possiamo prendere in mano il nostro destino, nulla è stato scritto!

E sebbene gli elementi sembrassero perfetti, il loro risultato è stata una dolorosa sconfitta e, in questa delusione di scarsità qualitativa e quantitativa del ripieno, nel mio essere basita F4 a causa di questo pane integrale, troppo asciutto, incapace di assimilare quel poco sapore di quel ripieno che manco si sforza di elevarsi a qualcosa che possa lasciare il segno nella vita (e sul pane)… è in tutto questo che deve ripartire la creatività umana. Che la delusione di questo tramezzino secco, di quei pomodori che sono solo pellicole fastidiose senza sapore, di quelle olive che sanno di tubo di scappamento e quella lacrima di hummus che dovrebbe dare morbidezza al tutto – ma non lo fa, non che non lo fa – possano essere minaccia e spauracchio per chi crede di poter misurare e controllare ogni cosa attraverso dati ed algoritmi.

Ed un plauso al micropopolo del mio intestino costituito da batteri buoni. Ma che poi vorrei capire se sono diventati buoni a furia di stare nel mio intestino, tipo un carcere avveniristico e super friendly in cui apprendi il core dell’essere un buon cittadino e della civiltà e cioè che che il mondo non è bianco o nero ma ci sono anche i grigi e allora diventi buono ed empatico e tollerante oppure questi batteri, che popolano le mie viscere, sono sempre stati buoni e, a causa della loro bontà d’animo, sono stati destinati o si sono accollati la rogna di proliferare in quel posto non esattamente gradevole.

Ed ecco che si conferma la mia tesi e ciò da cui tutto è iniziato: i batteri buoni finiscono nella cacca, le persone sensibili vendono trattate di cacca e questo tramezzino è una cacca.

by on 5 Febbraio 2024
Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Nel 2019 sono usciti i due romanzi "I mortificatori" per Agenzia X e "Brucia le vecchia" edito da Bookabook. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine, cantato e sbraitato. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

About Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Nel 2019 sono usciti i due romanzi "I mortificatori" per Agenzia X e "Brucia le vecchia" edito da Bookabook. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine, cantato e sbraitato. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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