Condimenti DELUXE: il finto lusso che non tradisce.

DELUXE: un viaggio nel finto lusso low-cost, tra alti e bassi.

Ancora Lidl, ancora condimenti. Dopo la cocente delusione dell’aceto balsamico ACENTINO alla fragola. Buttato dolorosamente nello scarico del lavandino, soffrendo, solo come un amante tradito può soffrire. No, aspé… Soffrire, come un individuo che si innamora di una donna o un uomo di facili costumi e che poi pretenda fedeltà assoluta. No peggio, perché nel momento in cui compro un aceto balsamico a meno di 3 € al litro, non mi sorprende che sia pessimo, ma ciò che mi aveva fatto soffrire (confondendomi) non era il fatto che facesse pena, ma l’inspiegabile ragione per cui sapeva di sciroppo alla fragola. Del tipo… sì, mi sono innamorata di Rocco Siffredi e/o Cicciolina. Non mi aspettavo fedeltà, ma che almeno non mi tradissero chessò… con una stufa a pellet. Tipo. Ecco… una cosa del genere.

E comunque dopo l’esperienza dell’aceto balsamico alla fragola / Rocco Siffredi con la stufa a pellet, uno ci mette un po’ di tempo a ripigliarsi e a riacquisire una certa razionalità e così è stato anche per me. Per un po’ ho rinunciato a cercare un aceto balsamico low-cost. Ma poi ho trovato questi due bellissimi baratolini di mousse-paté della Deluxe. Uno al radicchio e l’altro alla zucca.

Ogni Natale faccio differenti “pani” con la macchina del pane e l’anno scorso li ho accompagnati con queste simpatiche salsette. Beh, mi sono riscattata con la famigghia. Sìsì… successo senza precedenti. Approvata persino da quella buonanima della mia nonnina adorata, tanto adorabile, ma assolutamente tiranna e reazionaria circa tutto ciò che concerneva l’alimentazione.

(E ricordo ancora la volta in cui l’abbiamo portata a mangiare al ristorante cinese con un inganno… quanto odio. Quanto vivido odio nei suoi occhi nel guardare quegli abominii nei piatti…)

Beh, pure mia nonna (che non ha mai mangiato un sugo pronto in vita sua!) ha apprezzatto il mio pane e le mie (cioè della Deluxe) salsette.

Della prima – quella al radicchio- si dice che può essere utilizzata come contorno o per farcici tramezzini e paninetti. Si presenta infatti come una sorta di pesto grossolano di radicchio. Vedi le foglie, per intenderci. Spappolate e sminuzzate, ma pur sempre foglie di radicchio di Treviso IGP che costituiscono ben il 68% del prodotto.

Della seconda – quella alla zucca – si dice che diluita può diventare una buonissima vellutata, ma che può essere addirittura utilizzata per l’impasto degli gnocchi. Io, oltre al sopracitato Natale, l’ho usata per farci il risotto. Ne basta poca e imprezosisce la pietanza in modo delicato, garbato e fine. Proprio come una brava signorina a modo, mai troppo appariscente. Quel tipo di ragazza, per intenderci, che mai si innamorerebbe di Rocco Siffredi / Cicciolina, per poi essere tradita con una stufa a pellet. Ecco.

Colta dall’estremo entusiasmo per le due salsette, cedo all’acquisto che mai avrei voluto fare. Uno perché mi sembra una roba da presa per il culo psuedo chic. Due perché le pubblcità con la tipa giapponese e Ricky Tognazzi sono inguardabili. E più una pubblicità ti sembra inguardabile più piace al pubblico. Come quelle del cavallo goloso e del delfino curioso. Vabbé… tergiverso.

Il senso è che se una “cosa” va bene con tutto, secondo me è inutile. La “cosa” in questione, la glassa di aceto balsamico, secondo me è una grandissima stronzata. Ecco. L’ho detto… E poi lo pensa pure Gordon Ramsay. Che la glassa di aceto balsamico serve solo per rendere pseudo-chic – ricercato qualcosa che altrimenti sarebbe dozzinale e un po’ da “sciacquetta”.

La glassa di aceto balsamico Deluxe è inutile. Ma come credo qualsiasi altra glassa di aceto balsamico. Sono quelle robe brutte che ci fanno sentire ricchi, come la cocaina low-cost per gli sboroni truzzi di paese, tagliata coi lassativi per bambini, le Hogan o le spadrillas di Briatore. Quindi… se proprio volete assolutamente la glassa di aceto balsamico Deluxe, prendetela pure. Non è niente di troppo sconvolgente, però… Ah, stessa cosa per l’aceto balsamico “normale”.

Il punto è che, dando per scontato che un aceto balsamico non può in linea di massima essere low-cost, se proprio proprio lo volete (perché quello non balsamico è troppo forte, magari) piuttosto compratevi quello di mele Winarom -sempre alla Lidl – che è ottimo.

Se invece volete prendere l’aceto balsamico (o la glassi di) solo perché vi sentite chic, allora avete dei problemi.

Facendo un resumé:

CREMA AL RADICCHIO / ALLA ZUCCA DELUXE

Costo: 1,99 €

Dove: Lidl

Giudizio: 5 /5

GLASSA DI ACETO BALSAMICO DELUXE

Costo: 1,49 €

Dove: Lidl

Giudizio: 3/5

ACETO BALSAMICO DELUXE

Costo: Meno di 2 €

Dove: Lidl

Giudizio: 3,5/5

DOD CONSIGLIA:

by on 12 Agosto 2012
Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Nel 2019 sono usciti i due romanzi "I mortificatori" per Agenzia X e "Brucia le vecchia" edito da Bookabook. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine, cantato e sbraitato. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

About Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Nel 2019 sono usciti i due romanzi "I mortificatori" per Agenzia X e "Brucia le vecchia" edito da Bookabook. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine, cantato e sbraitato. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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