Nutrirsi è una cosa serie, atto II

La moglie del Tenente Colombo avrà la sua vendetta sul Governo Conte

Io e il mio compagno siamo diventati i ninja del lockdown.
Complice la positività di entrambi nella prima e nella seconda ondata rispettivamente, abbiamo raggiunto apici di nichilismo che neppure un soggiorno permanente nella terra dorata dei Mini Pony potrebbe guarirci. E adesso mi è pure venuta voglia di carne salada.

Non facciamo sconti per nessuno

In primavera avevamo cominciato a rispolverare le serie TV accantonate da qualche tempo, tipo Dr House, Boris e The IT Crowd, e nel frattempo riuscivamo addirittura a mantenere dei livelli di igiene personale decorosa, comportandoci da bravi adulti. Poi è arrivata l’estate, eravamo tutti contenti e spensierati, dimenticavamo la mascherina e sorridevamo alla vita, forti del fatto che almeno all’aperto non ne avremmo avuto bisogno.

È  arrivato il lockdown 2.0 e i cavoli si sono fatti un po’ più amari.

Il proseguire dell’autunno e la degenza ci hanno fatti sprofondare nello Squipheau© vivendo di sussistenza e pizza a domicilio – sì, perché da noi nessuno consegna a domicilio, soltanto il kebabbaro del quale ormai siamo diventati azionisti di maggioranza. Comunque vada, se vivi qui e ti ammali, i casi sono due: muori di fame perché il mondo ti ignora, oppure prendi lo scorbuto per aver mangiato soltanto kebab. In ogni caso t’attacchi.

Ecco, eravamo in isolamento domiciliare in ottemperanza alle direttive ecc., ecc., ecc., e abbiamo dato fondo alla dispensa. Quando anche il freezer ha cominciato a fare eco, ho dovuto fare appello all’improvvisazione per poter sfamare il clan (il cane s’è deliberato che al massimo si sarebbe nutrito dei nostri cadaveri), sicché ho preso ispirazione dal nostro spirito guida da quarantena, il Dio delle Improvvisazioni,  l’Uomo dalle Inesauribili Risorse: il Tenente Colombo.

Niente sconti, neanche per i ricchi, se c’è di mezzo il Tenente Colombo

C’è la muffa in bagno. Cosa farebbe Colombo?

Il frigo è da sbrinare. Cosa farebbe Colombo?

Il cane ha la diarrea. Cosa farebbe Colombo?

 

Ho abbozzato, finché nell’armadietto sono restati a fissarmi tre ingredienti.

Cosa farebbe Colombo con farina, mandorle e anice?

Viene specificato nella prima puntata della serie che Colombo non sa cucinare, perciò si suppone che in casa faccia tutto Lei, la grande Donna dietro al grande Uomo: la Signora Colombo. Sebbene non compaia mai, Ella è menzionata in quasi tutte le puntate. Modella la creta, fa giardinaggio, pratica sport agonistico, dà delle dritte al marito sui casi. Praticamente, è Barbie Quarantena col pallino del crimine.

Qualcuno ebbe pure l’intuizione di dedicarle una serie propria, partita in medias res sfruttando l’onda del successo della serie madre, ma ne uscì una ciofeca talmente immonda, che nessuno della produzione di Colombo si sentì di rivendicarne l’affiliazione.

Rara immagine della moglie di Colombo

Torniamo a noi.

Cosa farebbe la Signora Colombo con farina, mandorle, anice e qualche tocchetto di burro?

Benvenuti a una nuova puntata di Giallo Zappaterra!

(mi si nota di più se lo cito e infrango il copyright, o se lo storpio e basta?)

 

I Biscotti della Signora Colombo

  • 200 g di farina 00
  • 100 g di burro o sostituto intiepiditi e fatti a dadini
  • 55 g di mandorle tritate fini
  • 40 g di mandorle tritate grossolanamente, per farne granella
  • 1 uovo o sostituto
  • 1 cucchiaino di semi di anice tritati o liquore d’anice
  • 1 cucchiaino raso di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale fino
  • Una spruzzata di cannella

Pesate e preparate tutti gli ingredienti.

 

Sminuzzate i semi di anice con un pestello, col mattarello o quel che volete, insomma: fateje male.

Le mandorle, se non sono già tritate, dovete metterle nel robot da cucina con metà dello zucchero, altrimenti rilasciano gli oli e i vostri biscotti prenderanno la consistenza del pongo ad agosto; aggiungete la farina e il lievito setacciati, poi unite l’uovo, il burro e il resto dello zucchero, più il sale e le spezie.

Impastate con energia su un piano. Quando il composto sarà solido, formate un cilindro, avvolgetelo nella pellicola e fate riposare per un’oretta in frigo. Trascorso il tempo indicato, massaggiate l’impasto e date ai dolcetti la forma desiderata.

È giusto specificare che a questo stadio, i miei biscotti sembravano un plastico della Scala di Bristol.

Appoggiateli dunque su una teglia foderata di carta oleata, cospargete la superficie dei biscotti con la granella di mandorle, attendete qualche minuto e trasferiteli nel forno preriscaldato (180°C), a qualche centimetro di distanza l’uno dall’altro.

Lasciateli cuocere per circa un quarto d’ora finché la superficie non sarà dorata.

Non assaggiateli subito, altrimenti finite al reparto Grandi Ustionati.

Si conservano bene per qualche giorno, quindi se volete fare dei regalini-lampo per i vostri amicicci golosi, ma non riuscite a vederli prima del 25/12, state tranquilli che anche a Santo Stefano restano buoni (cuoceteli un pochino di più).

Buona Festamesta a tutti.

 

by on 30 Novembre 2020
Lemming del low-cost. Quando non immola il proprio fegato all'ennesima stupida causa studia Traduzione e si divide tra Torino e Bergamo. Ascolta musica discutibile e scrive per Ia webzine metal IronFolks dal 2015.

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