Nutrirsi è una cosa serie

Menù discount per zitelle inglesi e sgami termodinamici per birrette fresche

Mentre Antonella Ruggiero gorgheggia sull’electro-tango dei Matia Bazar a Sanremo ‘83, godo sorniona come uno shar-pei, perché anche stavolta sono riuscita a fare un calembour idiota. Venitemi a portare le arance quando accoltellerò il vicino fischiettando le note dell’intro di Elettrochoc (stesso, pazzesco album) e avrò finito i giochi di parole.

Da qualche tempo sono iscritta ad una palestra che è sita proprio nel Triangolo Magico dei miei discount d’elezione. Come esimermi, quindi, dal recarmici per qualche acquisto motivato dalla botta di endorfine e da un immeritato senso di appagamento per aver fatto il minimo indispensabile per non assumere la forma del pesce blob?

 

Partiamo dal fatto che ho abbandonato momentaneamente Netflix in favore di Prime Video (ordino da Amazon una volta ogni morte di Papa e mi sono scordata di disdire Prime, embè? Un giorno imparerò dai miei errori mettendo una sveglia prima della scadenza del periodo di prova), e sto facendo la cernita delle serie che potrei iniziare senza scatenare il terzo conflitto mondiale con il mio compagno. A questo giro, a mani basse vince Fleabag, commedia britannica imperniata sulla vita di una trentenne cinica, a metà tra Bridget Jones e Barney di How I Met Your Mother. Promiscuità sessuale, linguaggio scurrile, morale inversamente proporzionale alla quantità di porcellini d’India.

Ecco quindi un menù poveraccio per accompagnare le vostre serate stravaccate post-palestra.

Cena ispirata a Fleabag

Ingredienti
Patate a fette SACPO (Eurospin, non ricordo più bene), 600 gr per 0,99€
Senape piccante WINAROM (LIDL), 250 ml per 0,56€4
English Pale Ale Marston’s Brewery (LIDL), 50 cl a 0,99 al reparto sconti delle offerte stagionali.
Petit Brie Chêne d’argent (LIDL), 500 gr per 2,59€. Cosa c’entra il brie col Regno Unito? Niente, era in frigo.

Esecuzione
Aprire la confezione di patate a fette e scaldarle in una pirofila (senz’olio, sono già unte) per 40 minuti a 200°. Se non sapete regolarvi, la tempistica è di un episodio e mezzo. Tagliate delle fette di brie fini e fatele sciogliere sulle patate, che ormai saranno dorate ai bordi e morbide al centro. Accompagnate con senape a piacere in un angolo del piatto.

E la birra? Beh, se avete scordato di metterla in frigo, condivido un illuminante sgamo termodinamico contro la calura. In una ciotola ampia, mettete ⅓ di sale, ⅓ di acqua e ⅓ di ghiaccio; non c’è bisogno di metterne molto, perché la combinazione di acqua e ghiaccio fa in modo che l’acqua raggiunga, indipendentemente dalla quantità di ghiaccio usata, 0 gradi centigradi. Allora, come mai si aggiunge il sale? Perché abbassa il punto di congelamento, portando la mistura sotto lo zero. DoD per il sociale.

Una volta versati sale, acqua e ghiaccio, mescolate e immergete le vostre bottiglie, aspettate i primi minuti del terzo episodio di Fleabag e via.

Pagelle

Il piatto in sé è buono, la birra merita un discorso a parte.

English Pale Ale Marston’s Brewery: 1/5. Ha l’aspetto, gli ingredienti e la gradazione di una birra, ma è un abile travestimento che cela una pinta di niente al leggero gusto di birra. Beh, un euro è un euro, però questo offende il mio potere d’acquisto, che con poche decine di centesimi in più si sarebbe portato a casa un’onesta Moretti da 66 cl.

Patate a fette SACPO: 3/5, il formato penalizza la resa.

Senape piccante Winarom: 2/5, l’aceto asfalta le papille gustative. Della senape giusto un ricordo, ma è piccante quanto voglio.

Petit Brie Chêne d’argent: 4/5, potrebbe avere un sapore più deciso, ma come gusto supera alcuni colleghi più blasonati della GDO di livello superiore.

La serie: 5/5

Io l’ho finita in due sere. Si tratta di una serie composta da due stagioni e dodici episodi totali di visione scorrevole e ritrae accuratamente la vita di una trentenne che non realizza le aspettative sociali.

Della protagonista non ci viene rivelato il nome, i personaggi sono deliziosamente disfunzionali, imperfetti e con mia sorpresa ho beccato Andrew Scott (Jim Moriarty in Sherlock) in una parte scritta su misura per lui. Rompere la quarta parete è la prassi e vengono analizzati gli aspetti tragicomici dell’età adulta, con la consapevolezza che prima o poi arriverà questa cazzo di terza età. Tranquilli, nel frattempo potete anticiparla con gli autoscatti da beoti usando FaceApp.

Non ho ancora compiuto trent’anni, ma arrivarci come Fleabag mormorando un sereno “vaffanculo” brindando alla salute di chi ce l’hai mandato[1] è un obiettivo da non sottostimare.

[1] Raga, che cazzo di struttura grammaticale è questa? Auto-aiuto.

Spamma ovunque, dai!

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