Biscotti rotti assortiti Lazzaroni perché quando sei felice poi muori

Cosa: Biscotti rotti assortiti

Nome: Biscotti rotti assortiti

Dove: qui 45°42’52.0″N 8°54’16.3″E

 

Sono assolutamente convinta che la depressione sia la più alta, intensa e accorata manifestazione di amore e attaccamento alla vita. Questo perché ci hanno insegnato che non c’è HAPPY senza END. Al massimo puoi agognare ad un HAPPY+HOUR (un’ora felice mit alcol e niente più, ma ne abbiamo già parlato qui). In ogni caso quando sei felice muori perché ce lo ha insegnato la storia della letteratura mondiale e Kevin Spacey.

“Quando sei felice poi muori” K. Spacey

Si parte dal presupposto che la struttura di un romanzo preveda una situazione iniziale, seguita da una rottura (o complicazione) che implica uno sviluppo e che porta ad una conclusione. Dopo la conclusione c’è la parola FINE. La morte di quel grumo di esistenza fatto di ricordi, luoghi, emozioni, cose e cose e altre cose in cui siamo stati catapultati a partire dall’incipit. Questa mattina per esempio – e non c’è un bel niente da ridere –  ero in Siria con Davide Grasso, torinese che nel 2016 si è unito alla resistenza armata in Siria per respingere l’avanzata del califfato. Poi arrivo alla mia fermata, chiudo il libro e torno ad essere una pendolare come tutti gli altri. La stazione di Varese ha questa peculiarità: dal secondo-terzo binario ci sono solo due rampe di scale e tutto il contenuto del treno (noi, il contenuto) veniamo masticati fuori dalle porte e finiamo per ammassarci – un passo di 6 cm, ogni 6 secondi – verso i nostri luoghi di lavoro.  Un secondo prima sei lì a leggere di quegli uomini e quelle donne che stanno concretamente combattendo contro quei merdoni, criminali, ottusi dell’ISIS e un secondo dopo mi sento una briciola priva di forma in un grosso sacchetto di Biscotti Rotti Assortiti Lazzaroni.


Questo giro il Bataclan ve lo diamo sulla faccia!

Ma tu sai bene che anche i biscotti interi, prima o poi, finiranno per diventare rotti. E che il bel biscotto tondo e croccante-friabile di una confezione appena aperta è una mera illusione. Sai bene che non è altro che l’incipit di quel libro che ti descrive la calma prima della tempesta. Inevitabile la rottura dello status quo e quel conflitto che è il moto stesso del racconto, la sua miccia e l’innesco. E non fatemi citare per la milionesima volta Huxley, suvvia.

“La felicità effettiva sembra molto squallida in confronto ai grandi compensi che la miseria trova. E si capisce anche che la stabilità non è neppure emozionante come l’instabilità. E l’essere contenti non ha nulla d’affascinante al paragone di una buona lotta contro la sfortuna, nulla del pittoresco di una lotta contro la tentazione, o di una fatale sconfitta a causa della passione o del dubbio. La felicità non è mai grandiosa.”

Ed infatti non esistono eroi felici o quieti o diplomatici o pazienti. L’essere sereno, la calma e la soddisfazione sono PALESEMENTE come i campanelli che suonano nei pub britannici per dirti che è tempo di ordinare l’ultimo giro. Meno ingannevoli dei segni del tempo – la panzetta molle, l’incapacità di digerire praticamente tutto, le rughe sul collo e il sonno alle 22:45 il sabato sera, gli acciacchi, la cataratta, la demenza senile, il decadimento dei corpi, il cinismo, il divenire intolleranti, supponenti e reazionari – i bagliori della serenità e della felicità sono scientificamente la prova che per te è il tempo dell’ultimo giro di pinte. Ma tu ami la vita in fondo. Per qualche strana ragione che non sai spiegare razionalmente, sei maledettamente attaccata a questa esistenza terrena e allora NON vuoi essere felice. Perché se sei felice poi muori. Ce lo ha insegnato ogni singolo soldato nei film di guerra che guarda la foto della sua famiglia e racconta di Kevin,John e Rhiannhon all’eroe protagonista e pezzo di merda, figlio della miseria che non ha nessuno a cui far ritorno e la guerra che combatte è un guerra con i fantasmi della sua stronzaggine, tipo. Beh, quale dei due muore secondo voi? Quello felice e bravo che, a parte quella merda di foto, non suscita alcun movimento nell’intreccio ed è totalmente privo di alcun interesse narrativo. Bidimensionale come i bimbi su quella merda di polaroid.

Biscotti Rotti Assortiti Lazzaroni. Perché viviamo ancora – mannaggia la miseria – in un mondo che ha bisogno di eroi che sparano agli stronzi. 

«Mio caro giovane amico» disse Mustafà Mond «la civiltà non ha assolutamente bisogno di nobiltà o eroismo. Queste cose sono sintomi d’insufficienza politica. In una società convenientemente organizzata come la nostra nessuno ha delle occasioni di essere nobile ed eroico. Bisogna che le condizioni diventino profondamente instabili prima che l’occasione possa presentarsi. Dove ci sono guerre, dove ci sono giuramenti di fedeltà condivisi, dove ci sono tentazioni a cui resistere, oggetti d’amore per i quali combattere o da difendere, là certo la nobiltà e l’eroismo hanno un peso…» Il Mondo Nuovo (Brave New World), Aldous Huxley, 1932

Biscotti Rotti Assortiti Lazzaroni, perché sono buoni e non sono neanche poi così rotti. E sono tanti e non sai mai quale ti capita e ti lascia quella suspence e quella sensazione di infinite possibilità (o intrecci narrativi) che la vita [che il capitalismo troppo spesso ci porta a maledire, ma che può essere anche bella, diceva Max dei Contrasto. E poi diceva bruaaaaah, bruaahhhhhhh] può riservarti se sai accogliere l’imprevedibile.

I biscotti Rotti Assortiti Lazzaroni li vendono in un posto minuscolo in cui vendono dalle saponette, alle sigarette, ai detersivi, alle patatine nel sacchetto al whiskoli e ci fumano dentro e fuori c’è l’insegna che dice “DROGHE COLONIALI” del mio paesotto nel varesotto. Non so se li vendono altrove. Che belli i biscotti rotti assortiti. Li ho regalati a Matteo per i suoi 40 anni. Ciao Matteo.

Spamma ovunque, dai!
The following two tabs change content below.

Valeria Disagio

Valeria è nata a Varese nel 1982. Esordisce nel 2005 con il romanzo Casseur e partecipa a diverse raccolte di racconti. Vive nei boschi. Ha tre gatti. Lavora coll'internet. È fondatrice e curatrice del blog “Discount or Die”. Cura la fanzine NIHILISMI.

Lascia un commento