CIOCCOLATA SVIZZERA RUBEN’S Nubi atomiche di ieri sul nostro bovaro odierno


Nome: Ruben’s fine Swiss lactose-free chocolate Lime & Hazelnut

Dove: Dpiù discount di Bergamo

Prezzo: 0,79€ (offerta)

Peso: 90 grammi

Voto: 5/5

 

Nei sei anni di vita fuori dal nido genitoriale, il richiamo del discount è sempre stato imposto dal cuore, sin dai tempi in cui mia madre, contraria a tegolini ed ammenicoli dolciastri vari, mi rifilava del tristissimo yogurt magro all’ananas Milbona, (capirete perché detesto lo yogurt all’ananas e sono finita ad ascoltare black metal), mentre i miei compagni col sorriso felice ed impiastrato di Fiesta mi chiedevano se mangiassi yogurt perché ero povera. Col conseguimento dellla maggiore età, l’iscrizione all’università e alla supposta autonomia raggiunta con la convivenza con tre altri disagiati, ottenni l’agognato status di povertà che mi avrebbe legittimata a comprare la pasta del discount direttamente dalla Terra dei Fuochi.

Grazie alle accattivanti promozioni periodiche dalle mie catene preferite, (come non lasciarsi rapire dalla soverchia eleganza della collezione glitter – animalier firmata da Heidi Klum per LIDL?), col tempo ho cominciato a selezionare i prodotti secondo i punti vendita, attribuendo ad ognuno la corsia prediletta dove fare acquisti, secondo un ragionato schema dettato da offerte, vicinanza al lavoro e tempo ottimizzato per parcheggiare – fare la spesa – caricare la macchina intrattenendo la minima interazione umana possibile[1]. Questo procedimento razionale viene brutalmente sputtanato quando mi capita di fare la spesa da affamata. In quel momento, divento come lo Spirito Senza Volto de La Città Incantata e ragiono guidata dai brontolii dello stomaco, mettendo nel carrello tutto ciò che possa avere l’equilibrio giusto tra porcheria inaudita e prezzo sotto l’euro e cinquanta. Nel mio cieco e furioso peregrinare tra gli scaffali delle offerte in evidenza del mio Dpiù di fiducia, mi sono imbattuta in qualcosa di insolito e mediamente maiale: una tavoletta di cioccolato con lime e nocciole dall’aria raffinata ed allo stesso tempo familiare, con quel nome lì un po’ lungo da nobile decaduto ed una mucca cavalcata da un bovaro elvetico impressa sulla confezione[2]. Lime e nocciole suonava davvero bene alle mie papille gustative, quindi mi sono lasciata trascinare dal richiamo finto glocal del contadino su sfondo bucolico color verde fallout nucleare, (non sono mai stata in Svizzera, perciò posti come Mendrisio potrebbero esercitare un certo fascino esotico), ed ho portato a casa questo affascinante prodotto.

 

Premessa: sono da sempre una patita di cioccolato fondente, la mia attrazione per il resto delle tavolette pallide deve essere giustificata da un’aggiunta interessante alla ricetta; Ruben il bovaro deve sapermi convincere. Questo ha una granella di nocciole piacevole da macinare sotto i molari, fine abbastanza da unirsi armoniosamente alla scioglievolezza – caratteristica dei cioccolati svizzeri? – della base al latte, più quell’interessante risvolto agrumato dato dall’aroma di lime…ragazzi, m’ha presa di brutto. Sì, ma il lattosio? Dettaglio per me irrilevante, per chi è intollerante potrebbe essere un punto a favore.

Insomma, se per il gusto avrei gli dato 4 stelle su 5, i SETTANTANOVE centesimi per 90 grammi di bontà mi hanno fatta capitolare definitivamente.

 

 

[1]Non sono sociopatica, è che mi piace evitare i rapporti umani.

[2]Ditemi, perché cavalcare una mucca? Vero è che io guido una Panda e molti si chiedono se possa essere considerata un mezzo di locomozione, ma l’idea mi disturba; in aggiunta, di primo impatto il piede del pastore sulla scatola mi era sembrato ben altro.

Spamma ovunque, dai!
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