20150324_145855

Culotte Esmara: viaggio nelle galassie dell’intimo

20150324_145724Cosa: coppia di culotte

Nome: Esmara Lingerie (See you in Venice)

Costo: 4,99 €

Dove: Lidl

Giudizio: 5/5

 

Il cassetto dell’intimo di una donna è composto fondamentalmente da tre differenti stati mentali. E a questi tre stati mentali corrisponde un’esatta collocazione su un ipotetico pianeta in un universo parallelo. Universo parallelo in cui gli uomini non esistono. Fatevene una ragione: nelle dinamiche psico-vaginali che si instaurano tra una donna e il suo intimo, l’uomo non figura. Non ha alcun ruolo. L’intimo è mio e me lo gestisco io. Ma andiamo a scoprire questi stati mentali/galassie, perché sono andata alla Lidl con l’intenzione (la parola non è scelta a caso) di comprarmi mutande-reggiseno reclamizzati sul volantino. No, non è vero… sono andata a comprare la birra e niente… erano lì.

Pianeta X – Stato mentale: le mutande sono come birra chiara alla spina. 

Si colloca nella parte più esterna del cassetto. Quella più facile da raggiungere. La parte raggiungibile anche solo aprendo di poco il cassetto e sfilando roba a caso. Tanto va tutto bene. Qualsiasi cosa tireremo su ci farà sentire a nostro agio e non creerà alcuna sorta di problemi. Lì, come gattini in un giorno di pioggia, vi sono le mutande e i reggiseni di tutti i giorni. Magari di cotone, comprati di recente. Senza troppi fronzoli. Per dare un riferimento bibliografico, direi la linea basic delle principali marche di intimo. L’intimo contenuto in questo loco è come una semplice birra chiara che ci gustiamo in leggerezza. Con quella sete che è più voglia di birra, che voglia di rovinarsi male.

Pianeta Y – Stato mentale: le mutande sono come tequila sale & limone. 

20150324_145814 (1)C’è un punto preciso, quando si esce a bere con le amiche, che dallo stato birra/vino-chiacchiere e discorsi profondi si degenera. Di solito coincide con questo suono: “Maaah, uno shottino?!?”. Ecco che le stesse persone si trasformano. Ecco che dal parlare di geo-politica e figli e lavoro, si arriva a parlare di… si arriva a parlare di altro. E non importa se fino ad un minuto prima si parlava di educazione steineriana vs. scuola nella jungla o coerenza etica vs. scelte alimentari (ma è più etico il formaggio fatto con tanto amore dal fattore dietro casa o una panetta di tofu di plastica e packaging ammazzapianeta del NaturaSì e sticazzi)… No, dimenticate tutto. Dal momento “Maaah, uno shottino?!?” in poi si parlerà solo di.

Questo stato mentale coincide con il fondo del cassetto dell’intimo. Lì trovi le mutande che prima stavano nel Pianeta X e che, dopo innumerevoli lavaggi, hanno perso di dignità. Larghe, slabbrate, mollicce, cadenti. Lì trovi anche i pariah dei trittici – venduti tipo all’H&M – in cui devono sempre infilare un paio di mutande bianche o rosa a pois rossi o roba che porcaputtana il mio culo non è la faccia di un clown.

Attingiamo a quella parte del cassetto quando il Pianeta X è deserto. Lo stato mentale è quello del degrado e del disagio. Perché non solo ti senti in colpa per non fare la lavatrice a un sacco di tempo. Ma perché ti senti brutta e ridicola dentro a quei cosi sfatti e privi di forma e ritrovi la fede e preghi iddio di non far un incidente (o incontrare l’uomo della tua vita) ed essere obbligata a spogliarti e mostrare ciò.

Pianeta Z – Stato Mentale: le mutande sono come un dolce liquore d.i.y. alla mora.

20150324_145855Qui, come in un cespuglio di rovi, si colloca la Terra Promessa. Non che si stia male nel pianeta X, ma è qui che troviamo quello stimolo, quell’appagamento, quell’energia che ci fa sentire maledettamente radiose e chi non la pensa come me può anche sucare fortissimo.

Attenzione ai rovi. In questa parte del cassetto ci sono quei completi esageratemente elaborati e aggrovigliati e scomodi e costosi, che nell’etichetta riportano la dicitura: “3…2…1.. cistite!”

Concentratevi sulle more. Lì, in mezzo alle spine, troverete la verità. Quella verità che sta tra il Pianeta X e il Pianeta Z. L’eleganza e la comodità. La sincerità e la semplicità. Quel leggero pizzo buttato lì, quella trasparenza suggerita, quel fiocchetto malizioso ma non pacchiano, quel laccetto che strizza l’occhio senza far pensare al bondage. Ecco… come un dolce liquore che si gusta e si assapora lentamente.

Qui colloco le mutande che ho preso alla Lidl. Volevo prendere pure il reggiseno, ma c’erano solo taglie giga-enormi. Tipo sopra la seconda… ma non mi sono sentita discriminata. Ogni volta che vedo una vecchia nuda ringrazio la Dea di avere ciò che ho. E anche ogni volta che vado al mare e devo prendere il sole a pancia in giù. O quando corro. Il fatto che siano rarissime le volte che vedo vecchie nude, vada al mare o corra è un altro discorso.

Non mi sembrava opportuno fotografarmi in mutande. Così ho usato Asma, il gatto di 15 anni, malato di cuore, dall’osceno carattere. Comunque c’erano tre fantasie e pure canotta e sottoveste in pendant.

BIO Valeria Disagio

Valeria è nata a Varese nel 1982. Esordisce nel 2005 con il romanzo Casseur e partecipa a diverse raccolte di racconti. Vive nei boschi. Ha tre gatti. Lavora coll'internet. È fondatrice e curatrice del blog “Discount or Die”. / Cura una fanzine www.nihilismi.wordpress.com / Partecipa al collettivo eco-anarcho-romantic-punx Kalashnikov Collective, scrivendo cose e cantando http://kalashnikov-collective.blogspot.it/

Leggi pure...