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Novabronch: di acciacchi e prese di posizione.

20140123_182203Cosa: Caramelle Balsamiche

Nome: Novabronch

Prezzo: non me lo ricordo

Dove: non me lo ricordo

Voto: 4/5

 

Succede che ho la tosse da così tanto tempo che ho perso il conto dei giorni, settimane, mesi.

La mia prima reazione – logica et adulta – è stata quella di aspettare che passasse da sola. Ma non è successo.

La seconda reazione è stata quella di agire. Sono andata in erboristeria e con un concerto alle porte, ho detto che avevo bisogno di qualcosa contro la tosse e il mal di gola. Ne sono uscita con una carriola di tisana all’erisimo. Tintura madre di erisimo e caramelle al propoli. Ma non è passata comunque.

La terza reazione è stata quella di fare finta di niente. Ma ancora niente… anzi, per qualche strana ragione la tosse è peggiorata ed è diventata tracheite. Sono andata a casa dei miei genitori e ho preso farmaci a caso. Tra cui delle gocce miracolose che non mi facevano tossire e mi mettevano una sonnolenza addosso davvero davvero imbarazzante. Ho imparato a dormire ovunque e in qualsiasi situazione. Dopotutto dormire è proprio bello. E poi le cose sembravano stessero migliorando, nonostante non potessi stare ferma per più di due minuti senza addormentarmi in stile narcolessia avanzata.

Ma un bruttissimo giorno quel farmaco dal nome minaccioso del tipo “cardiazolparacodina” (c’è la parola “cardio” che fa pensare al fitness e alle patologie cardiache e finisce per “ina” come cocaina, morfina ed eroina! Gesù. E ricorda anche una hit sudamericana ideale per una sessione di Zumba!) che mi autosomministravo a casaccio è finito e serviva una ricetta per poterlo acquistare! La tosse è tornata e anche l’orribile lucidità. Insieme alla lucidità è subentrato un simpatico dolore intercostale ogni volta che respiravo, ridevo e – ovviamente – tossivo. Ho pensato fosse il caso di prenderla sul serio questa cosa…

Sono tornata in erboristeria e l’ho messa giù dura. L’erborista mi ha consigliato di prendere uno sciroppo alla bava di lumaca. Ma non me la sono sentita. Ho optato per uno sciroppo alle erbe che bevevo come birra quando si ha sete di birra. Tanto sono erbe…. mi dicevo. La devastante dissenteria che ne è conseguita mi ha ricordato che pure i funghi velenosi e letali sono “naturali” e pure la cicuta e pure un bel po’ di cose che fanno morire la gente. La morte stessa è naturale diocristo. 

Dopo il tour a Gennaio tra Lituania, Polonia e Bielorussa... in cui ho fatto l’ultima data con un febbrone esagerato e l’incapacità anche di formulare un pensiero logico che non fosse “per favore fatemi fuori. Lasciatemi morire, ve ne prego!“… ho deciso di andare da un medico.

Bielorussia!

 

Medico che non avevo da una decina di anni. Mi reco all’Asl e mi faccio assegnare un medico, soltanto dopo aver litigato con alcuni orribili individui che agognavano a sportelli differenti per gli immigrati che vivono negli alberghi a cinque stelle a nostre spese. Febbricitante, piena di muco, catarro e sete di sangue razzista… ho fatto la mia bella scenetta sbraitando e dando degli idioti-stolti a persone che potevano avere l’età dei miei nonni. Ho esordito urlando: “potete farmi la cortesia di tacere? Non ho voglia di sentire le vostre minchiate”.  Ha funzionato. Alla fine ho ottenuto ciò che volevo. Il loro silenzio ed un medico. Medico suggeritomi da una mia amica che mi disse: “ti prescrive tutti i farmaci che vuoi. Va’ da lui. E poi somiglia al Mago Forrest“. E devo dire che la somiglianza c’è ed è importante. Il Mago Forrest mi ausculta. Mento sulle mie reali condizioni – voleva farmi fare delle lastre ed esami più approfonditi, ma io non sono qui per la verità. Io sono qui per le pozioni magiche che fanno passare la tosse, dico io – e mi prescrive settantacinque differenti pozioni magiche ed una settimana di malattia. Compreso un antibiotico. Mannaggia.

La questione “antibiotico” è un bel casino intricato. In tutti questi anni in cui ho rifiutato di curarmi e vedere un medico, sono stata testimone di troppi – davvero troppi – amici che rifiutavano dell’alcol dicendo “sto prendendo l’antibiotico” e questa cosa è così triste e debilitante per la mia socialità e capacità di stare in mezzo alla gente che no. L’antibiotico no. Ma devo dire che il dolore intercostale mi impediva persino di fare manovra con la mia Panda priva di servosterzo. E così ho obbedito e mi sono puppata quasi tutte le pozioni magiche seguendo più o meno le indicazioni. Tranne l’ultima pastiglia. Era sabato. Dopo una settimana di malattia avevo bisogno di uscire e poi dovevo andare ad un corteo. Ergo cinque ore al freddo a camminare a rallentì, urlando slogan e bevendo Campari d’asporto – che sennò con la birra ti scappa da pisciare ed è un casino farla in corteo. Ma più di un amico mi ha sgridato dicendo che l’antibiotico – essendo una pozione magica – va preso come indicato dal Mago Forrest o è un casino. Anche saltare una pastiglia o sbagliare gli orari vanifica la magia!

20140123_182147La summa di tutto ciò? Che ho ancora la tosse. Da un anno più o meno. (Escludendo i mesi estivi in cui ho avuto la tigna). Ma chissene. Ho comprato uno stock di caramelle Novabronch. C’è dentro la parola “nova” che fa pensare alla fantascienza e c’è la parola “bronch” che fa pensare – direi senza ombra di dubbio – ai bronchi. Ci sono le erbe, le vitamine, l’eucalipto, il miele e sono buone. Qualcuno di voi potrebbe aver notato che la confezione ricorda, o vorrebbe alludere, alle Ricola. Ma io non ci vedo nulla di male in questo. Si tratta soltanto di dare un riferimento. Ci serve per avere una guida. Dire: sì, vorrei guarire ma non ho voglia di curarmi. Vorrei le Ricola, ma prendo quelle del discount. …è comunque prendere la direzione giusta. Il percorso forse sarà più lungo e pieno di ostacoli, ma la direzione è quella. Un giorno forse sceglieremo di prendere le Ricola e di curarci come si deve. Sceglieremo la via più facile. Forse. Ma nel frattempo io scelgo le Novabronch e la birra al posto dell’antibiotico. Fanculo le cose efficaci. A noi piace fare le robe sbagliate e approssimative.

Caramelle balsamiche Novabronch: per tutti gli approssimativi che fanno le cose a casaccio e non concludono mai un cazzo.

Novabronch: per quelli come me che devono sempre lasciare qualcosa nel piatto e che quando fanno i mestieri, lasciano l’acqua del mocio a imputridire per settimane.

Novabronch: le caramelle balsamiche degli imperfetti. 

Scrivete questo sulla mia lapide. Scrivete questa poesia dei Poeti di centro-destra.

Gli ho dato la cosina, perché sentisse se era giusta di sale.

…è come acqua che bolle. Sempre pronta e sempre in tormento.

Come le nostre false prese di posizione quando, in corteo, rimaniamo indietro per pisciare dietro ad una Fiesta del 1991.

BIO Valeria Disagio

Valeria è nata a Varese nel 1982. Esordisce nel 2005 con il romanzo Casseur e partecipa a diverse raccolte di racconti. Vive nei boschi. Ha tre gatti. Lavora coll'internet. È fondatrice e curatrice del blog “Discount or Die”. / Cura una fanzine www.nihilismi.wordpress.com / Partecipa al collettivo eco-anarcho-romantic-punx Kalashnikov Collective, scrivendo cose e cantando http://kalashnikov-collective.blogspot.it/

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