Zaino Lidl: come una scala ad un concerto hardcore

zaino

 La conta dei lividi la domenica sera ed uno zaino.

10341702_10205078201980277_3618779071612973930_nCosa: zaino da trekking

Dove: Lidl

Costo: 19,90 €

Giudizio: no gudges, no rules, no masters

In questo mondo brutto ed ingiusto vi è uno sparuto gruppo di persone – una sorta di tribù – che vive e ragiona secondo canoni non esattamente convenzionali. Se la qualità di un weekend, per esempio, viene valutata in base alla quantità  di lividi che esso stesso ha lasciato sui nostri corpi non dobbiamo lamentarci se poi troveremo difficoltà ad agire ed interagire con il mondo-altro. Se la domenica sera, intanto che sono a mollo nella vasca, mi capita di contemplare con un ghigno di soddisfazione gli ematomi violacei su piedi, stinchi, fianchi, ginocchia e braccia ed ogni sfumatura mi ricorda un momento preciso di un concerto e del pogo; e ciò mi lascia un senso di appagamento è forse il caso di fermarsi a riflettere.

Riflettiamo ad esempio sul concetto di entropia. Raccontiamoci per l’ennesima volta la favola del vaso rotto. Siamo abituati a concepire un vaso come un sistema. Il sistema vaso trova la sua funzione nel momento in cui ha uno scopo, quello di contenere dei fiori recisi e dell’acqua putrida. Se rompiamo il vaso e ne guardiamo i cocci, secoli e secoli di pensiero razionale e utilitaristico, ci fa considerare quel puzzle di cocci (di fiori e acqua putrida), come qualcosa di inutile poiché ha perso ogni sua funzione pratica. Ma se invece guardassimo le cose da un punto di vista differente? Se una volta rotto il sistema-vaso, osservassimo i cocci (i fiori e l’acqua puzzosa) come la naturale espressione del caso e del caos? I cocci, liberi dalla struttura vaso, si predispongono seguendo la legge della natura, della gravità e di tutta una serie di cose di fisica che non ricordo perché alle superiori mi faceva schifo e non sono abituata a ragionare secondo formule matematiche e scientifiche. Insomma… spacchi un sistema e ciò che ne rimane trova la sua naturale collocazione libera e caotica.

via gola hardcore
Via Gola (Milano, 2014) – foto di LeleProx

Prendiamo una scala a pioli. Una scala è un sistema fatto di gradini e cose di vari metalli o legni atto a dare la possibilità alle genti di cambiare lampadine, attaccare quadri e prendere zaini e valige nella parte alta dell’armadio. Ma prendi una scala a pioli, mettila in mezzo al pogo durante un concerto hardcore ed osserva l’entropia che si fa carne. La scala inizialmente starà in un angolo. Ci sarà qualcuno che si assicurerà che non intralci. Eppure un occhio cadrà continuamente lì, come in un gioco di seduzione, in cui si sa che si finirà avvinghiati a letto, ma si procede passettino dopo passettino come implica la convenzione universale del pudore.

Una volta rotto il vaso, una volta bevuto quel bicchiere in più che disinibisce, una volta partita la violenza e battezzato il pogo con un paio di lattine di birre lanciate verso il cielo… ecco che la scala diventa protagonista. Ecco che verrà usata – ancora messa in sicurezza contro il muro – per lanciarsi e fare stage diving (fase del limone duro con ancora i vestiti addosso), ecco che verrà usata come tavola da surf sulla testa dei punx (preliminari) ecco che si perderà il controllo e ci saranno due o tre uomini o donne che ci nuoteranno sopra e improvviseranno coreografie. Quella scala non toccherà più il suolo. La domenica sera si contano i lividi.

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Concerto in via Gola (Milano, 2014) Foto di LeleProx

Lo zaino della Lidl è un po’ così. L’ho visto su un catalogo e ho pensato che, sì effettivamente mi potrebbe servire uno zaino poiché sono raminga e giramondo. Uno zaino serve per portare ciò che ti serve dove devi o hai voglia di andare. L’ho pagato 19,90 €. E a vederlo così sembrava uno zaino serio. Grande, con lo schienale semirigido e tante tasche. La prima volta che l’ho usato ho cercato di infilare un libro nella tasca davanti e mi si è rotta la cerniera. Ho poi scoperto che buona parte di quelle tasche riescono a contenere giusto giusto un mazzo di chiavi, un piccolo portamonete o il cellulare e il caricabatterie. E il grande tascone davanti? Aperto sui lati, non è neanche in grado di custodire ed isolare calze e mutande sozze. Meglio di niente certo… ma stava un po’ per partirmi la bestemmia facile.

Cosa pretendi da uno zaino da 19,90 €, mi chiederete. Un cazzo… perché? Perché voi vedete uno zaino di merda ed io vedo una scala ad un concerto hardcore. Vedo cocci di vaso liberi e selvaggi. Orsù… andiamo mio prode zaino di merda a conoscere il mondo. Ed ogni cerniera rotta sarà come un livido contemplato la domenica sera nella vasca.

 

p.s. lo zaino di merda ha pure il sacco contenitivo ripara-pioggia.

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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