Better call the GABIBBO.

better call gabibbo

Le regole della focaccia

focaccia discountCosa: Focaccia

Nome: “Altamura”, “Delizie Mediterranee”, “Osé”  ecc. ecc.

Dove: nei migliori discount italici

Costo: <1 €

Giudizio: 4/5

…è tondo, è rosso e risolve i problemi della ggente.

No, non sto parlando del Gabibbo, ma del leggendario prodotto da forno: la focaccia al pomodoro e olive che si trova in quasi tutti i discount degni di questo nome. C’è alla Lidl e si chiama “Focaccia Altamura”. C’è all’LD Market e si chiama “Delizie Mediterranee”, al Penny Market si chiama “Osé” e ci sarà sicuramente all’Eurospin. Figuriamoci se l’Eurospin si fa mancare l’occasione di soddisfare i propri clienti, con una focaccia ‘sì buona, universale, genuina e versatile.

Ora… Perché è importante questa focaccia? Perché è buon da mangiare, direte voi. Sì e no… cioè… è anche buona da mangiare, ma è molto importante per la civiltà occidentale perché ti insegna una cosa fondamentale; e cioè che spesso, le regole, servono DAVVERO per farci vivere meglio. E bom… sento già un’ondata ed un terremoto di mugugni e borbottii lì, nella curva sud, degli amici libertari e ribelli! Però placatevi un attimo e fatemi spiegare.

La scena tipica è questa: dobbiamo andare ad un concerto verso la metropoli milanese, noi giovani (e non più tanto giovani) della provincia. Essendo sistematicamente senza soldi ed essendo degli obiettori di coscienza – nel senso che la nostra coscienza si rifiuta di pagare cinque o sei euro una media chiara – ci troviamo al parcheggio di Mozzate (in provincia di Como) dove c’è LD Market, per poi prendere l’autostrada a Saronno. Mozzate, insieme a Turate ed un’altra manciata di paesi, si trova in quel limbo-propaggine della provincia di Como che s’insinua nella provincia di Varese. Nel senso che sei sullaVaresina a guidare come se nulla fosse e ad un certo punto ti ritrovi in provincia di Como e poi torni dopo un po’, ad essere nella provincia di Varese. Che è un gran casino, non per me, ma per i truzzi che sono molto sensibili circa le regole della geografia. Chissà che gli è successo, da piccoli, per avere questa ossessione per i confini provinciali e le regole della cartografia.

Dicevo… siamo a Mozzate a recuperare birre e snack per affrontare la lunga giornata all’insegna di sudore, zanzare e musica a volumi talmente bassi che può essere coperta dal frastuono delle mie fauci. Fauci, che nel momento in cui addentano la focaccia “Mediterranea” – acquistabile alle olive, al pomodoro e olive taggiasche o alla cipolla – si stressano e constatano che la suddetta focaccia risulta impossibile da deglutire.

Mastica, mastica e mastica e la sensazione è quella di mangiare il costume del Gabibbo… intriso d’olio. E poco importa se lo si annaffia di birra per cercare di mandarlo giù dall’esofago. Il blob informe che si genera non può, ripeto, non può essere deglutito. Tanto meglio… così riesco a sentirmi quello sbuffo di decibel che esce dall’impianto da millemila euri a centimetro quadrato. Dopotutto sono le regole del buon vivere civile ad imporre questi volumi uterini. Ecco una regola che ci fa vivere meglio!…ah, no! Neanche questa. Oibò… sento gli amici della curva sud libertaria e ribelle farmi la stecca, qui urge una buona argomentazione alla mia tesi o sono fottuta.

Quando, a metà focaccia, deciderai di fare sei ore di coda per comprarti l’unica alternativa vegetariana ed economica presente nel menu, ovvero le patatine fritte… maledirai la focaccia mediterranea e maledirai i discount. SBAGLIANDO.

Perché il signor produttore di focaccia te lo ha detto. Lo ha scritto bello in evidenza che QUELLA focaccia va consumata dopo essere scaldata in forno e no, non basta metterla sul cruscotto della macchina sperando che il caldo della tangenziale trafficata, la scaldi. Qui ci vuole per davvero un forno.

Le regole! Ricordate… le regole civili. Beh, dopo anni a consumare quelle orribili focacce gommose, ignorando la legge, mi è capitato di recente di mangiarne una (più di una in verità) riscaldata a dovere e SANTI NUMI, che prelibatezza!

Il senso di tutto è che viviamo in un mondo orribile senza giustizia e senza civilità, in cui speriamo che sia un pupazzo rosso a moralizzare le nostre esistenze e punire i cattivi trasgressori, quando noi siamo i primi a non scaldare la nostra merda di foccaccia. Tutto questo mi pare brutto.

Non ci ho dato il massimo voto possibile perché, santiddio, non è che posso andare sempre in giro con un forno. La mia borsa è già pesante così.

Spamma ovunque, dai!
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Valeria è nata a Varese nel 1982. Esordisce nel 2005 con il romanzo Casseur e partecipa a diverse raccolte di racconti. Vive nei boschi. Ha tre gatti. Lavora coll'internet. È fondatrice e curatrice del blog “Discount or Die”. Cura la fanzine NIHILISMI e partecipa al collettivo anarcho-romantic-punx Kalashnikov Collective, scrivendo cose e cantando.

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