Glasnost’: la vodka Putinoff fa schifo.

Ci sono differenti modi per scrivere

una recensione di Discount Or Die.

– Non scriverla affatto, come ho fatto nelle ultime settimane-mesi.

– Avere un’idea o un concetto che si vuole esprimere e cercare nella cartella delle immagini, un prodotto da attaccarci. Come è stato per la vista della carta igienica nei buchi della serratura dei cessi pubblici… una vera e propria esplosione di sinapsi. Come granate a grappolo!

– Cominciare a scivere una recensione, senza sapere dove andare a parare e senza avere in mente un prodotto da recensire, ma farlo perché è davvero troppo tempo che non scrivo una recensione. Come ora.

In linea di massima credo che andrò a recensire della vodka Putinoff e della Freeway Soda Lemon che ho acquistato in Germania, durante un mini-tour nel Baden-Wuttenberg. Qui trovate un report dettagliatissimo in cui si farà cenno anche dell’abominio che vado ora a narrarvi nel dettaglio.

putinoff

Cosa: Vodka

Nome: Putinoff

Dove: Lidl (Friburgo – Germania)

Costo: 4,55€ circa

Giudizio: 0/5

Il contesto. No, prima di tutto un’immagine. Questa.

1379565_10202174792196847_1254446951_n Questa sono io, prima ancora di bere quella schifezza. Immaginatevi dopo. Il punto è che quando si è in otto e bisogna decidere due cose, come: un superalcolico ed una bevanda analcolica da miscelarci è un gran casino.

Tutti hanno vomitato almeno una volta nella vita, per colpa di un superalcolico che non possono più neanche odorare.

Io non posso bere più gin, whisky e vodka al melone per esempio. E mi fanno schifo le cose amare tipo aranciata amara e acqua tonica o succo al pompelmo.

C’è chi invece ce l’ha su col ruhm o con il succo all’arancia. Chi si fa venire la tachicardia a bere la cola. Chi, invece,  il diabete con la gassosa. Insomma…  aggiungiamo anche l’aggravante dell’età avanzata e dell’assenza di ghiaccio, che tempera la schifezza media di un superalcolico del discount… un vero casino, davvero. Tant’é che optiamo per della vodka. C’è uno di noi che ha una certa sensibilità per la decadenza poetica dell’ex blocco sovietico e ha orecchio per certa roba russa, come cantautori russi proto-punk dissidenti, tanto improbabili, quanto meravigliosi. E poi la vodka non sa di niente in fondo, dico io.

E poi come resistere ad una vodka che si chiama Putinoff e costa poco meno di 5 euri (4,55€ se non sbaglio)?

E via… l’alcol c’è. Manca il diluente. La dialettica impone o vodka tonic (ma mi fa schifo l’acqua tonica) o vodka lemon. Optiamo per il secondo, ma alla Lidl di Friburgo (Germania) non troviamo una degna imitazione delle Lemonsoda. Scendiamo al compromesso storico di una gassosa Freeway Lemon.

Ci abbiniamo delle patatine Crusti Croc, delle arachidi glassate e della “fiale” di amaro alle erbe e via, verso la prossima città e il prossimo concerto.

Il punto è che io mi sono bullata parecchio della mia esperienza in fatto di discount e il mal di testa che mi viene, ogni volta che penso a quello schifo di beverone che ne è emerso, dopo avere mescolato vodka Putinoff e Freeway Soda Lemon… ecco, credo sia la giusta punizione che merito. Magari la cistite psicosomatica mi parrebbe un po’ eccessiva, signor karma o signor dio dell’umiltà. Ma se pensi che io meriti tutto ciò, non posso far altro che accettare la mia triste sorte. E così sia…

La Soda Freeway Lemon, calduccia e frizzantissima, sa di detersivo e mi fa venire voglia di piangere e accuccirami sotto il lavello della cucina, insieme agli altri amici detersivi. Sì, perché almeno loro sono cremosi e balsamici.

Dividere per otto una bottiglia da un litro e mezzo di soda + mezzo litro di Vodka Putinoff, sembra un martirio. L’osceno beverone non sembra mai finire e, come il fegato di Prometeo che si rigenera nonostante venga dilaniato dal turpe rapace, non possiamo fare altro che iterare il supplizio, sorso dopo sorso con la triste consapevolezza però, che questo non è un antico mito greco e il nostro fegato ne rimarrà per sempre segnato.

Livelli così bassi, manco con la caipirinha dei Cenobiti

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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