Ooops… I did it again. And again. Assorbenti interni PART.2

Vivicot: le divinità sporche e l’aver sempre ragione

Cosa: Assorbenti interni con applicatore

Nome: Vivicot

Dove: Iper, Penny Market

Costo: tra i 2 e i 3 €.

Voto: 2/5

Che brutto avere sempre ragione. Diciamolo. Facciamo parte di una società fallata a cui, per quanto poi ci si lecchi il culo, stanno antipatici gli dèi e le divinità. Sì, c’è pure quel barlume di rispetto, revenerenza e fanatismo, ma solo e soltanto verso quegli dèi imperfetti e fallati come noi. L’amico Berlusconi piace perché è fallato. L’amico Corona piace perché è sporco.

A nessuno piace Seven Heaven. La nostra è una società deicida.

Le divinità e gli idoli intonsi, che non sbagliano mai e sono puri fanno schifo. E quindi, giuro, preferirei guardarmi una puntata di Seven Heaven piuttosto che dire quello che sto per dire, ma…

AVEVO RAGIONE. IO L’AVEVO DETTO.

Insomma, è di ieri la notizia di Miley Cyrus in versione schifo-sesso che sconvolge il buon gusto e l’America. Che novità. E pensare che io avevo già annunciato tutto. Sapevo come sarebbe andata a finire. Sapevo il perché, il come e il quando. E avevo scritto tutto qui…

The Disney Channel: un orribile disegno.

Il punto è che a me piacciono le sfascione. E a loro avevo dedicato la rece degli assorbenti interni del discount Vivicot.

L’unico difetto dei VIVICOT è che non hanno l’applicatore e fin quando sei a casetta tua o in ufficio, ancora ancora, ma se sei una SFASCIONA come la mia amica Britney Spears e sei in giro ubriaca, infilarsi le prime due falangi dell’indice lì (proprio lì) per spingere all’interno l’assorbente, diventa problematico oltre che poco igienico!

Sembra che gli déi dell’Olimpo abbiano sentito il mio urlo di protesta e così, ieri, zampettando per le corsie dell’ipermercato, ho trovato la nuova confezione di assorbenti interni Vivicot CON L’APPLICATORE.

Giubilo et gaudio! L’amore per l’ambiente e il rispetto delle mucose sensibili, combinati alla comodità dell’applicatore? Cosa si può desiderar di più. Un po’ come Icaro che si spinge verso il sole, tutta contenta, ieri ho provato suddetti assorbenti e…

…l’applicatore è una pena. Un supplizio. Un incubo. Se siete maschi e/o impressionabili vi suggerisco di non proseguire la lettura.

[SPLATTER! GORE! SANGUE!]

Il concetto e il senso dell’applicatore è quello che ci si possa cambiare un assorbente, senza dover entrare in contatto col proprio sangue e con i propri genitali. Giusto? E, a tal fine, si presuppone che una donna debba essere in grado di farlo utilizzando solo tre dita.

Pollice e medio (o anulare) che tengono l’applicatore e indice che spinge il tampone. Se non erro.

Se però mi fate un applicatore che non scorre, per cui non basta la forza dell’indice per spingere e che, essendo privo di zigrinature scivola già di suo, figuriamoci se entra a contatto col suddetto liquido organico, capirete che cessa di avere la sua funzione.

Non si possono usare DUE mani per potersi infilare un assorbente interno. Non va bene. Sarebbe inutile come quelle donne che lavano i piatti prima di metterli nelle lavastoviglie o che puliscono la casa prima dell’arrivo della donna delle pulizie, per questioni di pudore. Non si fa.

Per amor di cronaca… ho provato “a secco” e la situazione non è molto cambiata. Il tampone fa fatica a scorrere all’interno dell’applicatore e bisogna insistere un bel po’.

La conclusione? …è che sì, le divinità del cielo mi hanno ascoltato e hanno fatto sì che la Vivicot mettesse in commercio gli assorbenti interni con l’applicatore. Ma stiamo parlando di divinità fallate, che fabbricano applicatori difettosi, in un mondo imperfetto. E tutto torna.

 

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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