Radames vs. Opticat: la matrilinearità delle cinghiate.

Le bustine dei gatti, il primitivismo, il Sacro Romano Impero e la violenza sulle donne.

Cosa: cibo umido per gatti

Nome: Opticat e Radames

Dove: Lidl e Eurospin

Costo: meno di 30 cent a bustina

Voto: 4/5 – 2/5

Così… alla carlona* spiego in breve il concetto di primitivismo anarchico secondo John Zerzan. Anzi, lo faccio spiegare a Wikipedia, che è come dire alla carlona 2.0.

Zerzan individua nell’avvento della civiltà l’origine di ogni forma di potere, ciò che ha condotto alla domesticazione l’uomo, gli animali, l’ambiente. Si tratta di una macchina sociale che ha introdotto il principio della proprietà, della divisione del lavoro, della legge. Tale struttura si regge attraverso l’ausilio di alcuni artifici (reificazione) per la rappresentazione astratta della realtà, quali il tempo, il linguaggio, la scrittura, il numero, la religione (funzionali all’esigenza alla classe dominante per stabilire i confini delle proprietà, i ritmi di lavoro, la codificazione delle norme ). È infatti l’agricoltura una delle prime e fondamentali manifestazioni della civiltà. Rispetto a una fase antecedente, nella quale uomini e donne erano liberi raccoglitori-cacciatori, essi vivono alienati, estraniati dal proprio ambiente e dalla necessità di soddisfazione dei propri bisogni. La tecnologia è invece esclusivamente lo strumento di lavoro indispensabile alla produzione delle merci e della conservazione dell’impalcatura sociale. Pertanto la tecnologia non nasce come mezzo neutrale. La tecnologia inoltre modifica l’ambiente, il modo di vivere degli esseri umani e l’uomo stesso, fra l’altro, rendendolo dipendente delle macchine.

*(Yahoo Answer mi ha detto che “alla Carlona” deriva da Carlo Magno -Carlone poiché era alto quasi due metri- che ha fatto il Sacro Romano Impero ma non sapeva leggere).

Insomma, il senso di tutto è che, nel momento in cui abbiamo smesso di essere raccoglitori-cacciatori, abbiamo cominciato a incasinare tutto. Chissà se, l’imminente RESET quantico-magnetico previsto per il 21 dicembre (mancano appena tre giorni!), ci riporterà ad una nuova società a metà strada tra Ken Shiro e il Sacro Romano Impero, senza però l’artifizio contro-natura dell’agricoltura e della tecnologia. E della religione e dell’arte e della musica e cribbio… visto da questo punto di vista, il primitivismo anarchico -quasi quasi – mi spinge a vedere quante cose, belle e brutte, non sarebbero state fatte (nel bene e nel male) se fossimo rimasti ad uno stadio appena un pochetto più evoluto delle bestiole. Perché è questo che siamo. Bestiole evolute con poco tempo a disposizione.

E a me questa cosa dell’istinto mi ha sempre affascinato. Della natura vs la cultura. Ai tempi di Carlo Magno, e fino a non molto fa, una donna era maritabile nel momento in cui il suo corpo era pronto a generare figli. A dodici-tredici anni una bambina veniva data in sposa e cominciava a sfornare pargoli fin quando non ci rimaneva.

E poi dicono, Yahoo Answer, i primitivisti, Sex & The City e le antopologhe streghe che la naturale differenza di approccio alle relazioni, tra uomo e donna, sia dovuto a questioni istintive e ferali, ma anche anatomiche. E poi c’è la selezione naturale, l’evoluzione, Darwin e tutte quelel robe lì.

Io per esempio, senza alcuna ragione apparente, ogni volta che vedo il mio moroso sfilarsi la cintura dai pantaloni, avverto una forma di tensione-allerta emotiva. Giuro che non sono mai stata percossa da una cintura, però -forse- tutte le donne che m’hanno preceduto nei secoli e nei secoli, fino a quella tredicenne andata in sposa ai tempi del Sacro Romano Impero, sì. Le hanno prese tante di chinghiate e quindi m’hanno trasmesso, per via matrilineare, il senso di pericolo legato ad un uomo che si sfila una cintura dalle braghe.

La guest star di oggi è La Micia! No, non sta ammiccando.

La mia gatta, invece, che è predatrice, ma non ha mai dovuto cacciare per nutrirsi c’ha però l’istinto di doverlo fare. E così, in questa società malsana in cui usiamo la tecnologia per produrre altra teconolgia che c’imbriglia, la mia gatta pensa che le mie mani (quell’artificio che apre le bustine con la carnina dentro) siano in un certo senso l’oggetto della caccia.

Ogni mattina mi sveglio e lei mi apre le mani. Letteralmente. E se le nascondo sotto le coperte, mi morde il naso.

Con le mani sanguinanti e doloranti mi devo affrettare a darle da mangiare, sperando di trovare la giusta bustina che plachi la sua aggressività atavica.

Ne abbiamo già parlato. Recensire cibo per gatti e assai difficile. E quindi, con buona pace di Zerzan e dell’anarchismo primitivista, non recensisco il contenuto, ma il contenitore. Ecco dunque cosa pensò delle bustine per gatto Opticat (Lidl) e Radames (Eurospin).

Opticat (Lidl) – buste da 100 grammi / confezione di quattro buste = 0,99 €

La bustina si rompe senza grossi problemi in un un unico taglio netto e chirurgico e non lascia fuoriuscire salsine schifose e puzzolenti, che andranno a corrompere le ferite aperte sulle mani. Il contenuto si presenta compatto e regolare, facilmente porzionabile. Avendo tre gatti, divido il contenuto in più ciotole, e con le bustine Opticat riesco a fare porzioni democratiche ed omogenee per tutti, in rapidità e scioltezza.

[N.d.C.] Sappiate che i crocchini della Opticat vengono prodotti nello stesso stabilimento Royal Canin.

Radames (Eurospin) – buste da 100 grammi / prezzo confezione singola = 0,29 €

La bustina si taglia di merda (!!!). Rimanendo aperta fino a metà, bisogna forzare per far arrivare il taglio fino all’altra estremità, facendo schizzare e fuoriscire lo schifo. Il contenuto si presenta un pochetto disomogeneo. Bocconcini e salsa non sono molto uniti tra di loro, con il risultato che la prima porzione risulta molto brodosa e la seconda piuttosto secca e gnucca. Dovrete forzare la bustina (tipo tubetto del dentifricio) per far uscire ogni singolo bocconcino lordandovi le mani. Inolte, il fatto che la prima porzione sia più ricca di sughetto, porterà i vostri gatti a litigarsela e farsi del male l’un l’altro.

E visto che non so fare una chiusa degna di nota, posto una canzone che un pochetto chiude l’argomento istinto-bestia-come un animale che non può capire guardo il mondo con occhio lineare.

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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