Panforte Fiore: uguale uguale a quell’altro!

Panforte Fiore: uguale uguale a quell’ altro!

COSA: panforte

MARCA: Fiore

DOVE: Dico

COSTO: 2,99€ per 340g

GIUDIZIO: 5/5

Amo il Natale e non da quando sono diventato padre. Lo amo proprio da sempre.

Mi fa entrare in quel mood da film americano (o telefilm, tanto c’è sempre la puntata dedicata) sul Natale: freddo (ho sempre provato compassione per gli australiani che festeggiano in spiaggia, che babbo natale non ci può nemmeno andare perché altrimenti le renne muoiono di caldo), albero che si fa insieme l’8 e si tiene acceso, contravvenendo a tutte le politiche di risparmio energetico attuate prima e dopo, dolciumi e, soprattutto, canzoni di Natale.

Da Arnold a Beautiful è tipica la scena della famigliola che canta insieme “Deck the halls” (fa-la-la-la-la la-la-la-la), intorno ad un organetto/pianola comparso improvvisamente dal nulla come un ninja.

Tutto è cominciato anni e anni fa quando mia madre comprò un numero del settimanale Oggi che conteneva in allegato un cd natalizio: è stata una folgorazione e da allora non mi sono più fermato. Possiedo un centinaio abbondante di album a carattere natalizio, più brani acquistati singolarmente, un vero arsenale per bombardare di musica e melassa la casa durante le feste. Nessun artista italiano, perché, come diceva Guccini «Gli amevicani ci fvegano con la lingua»: ascoltatevi un Al Bano d’annata, o il recentissimo Baglioni, non vi serviranno ulteriori spiegazioni.

Invece in USA e UK si trovano cose di una qualità assurda, basti pensare che i due più grandi interpreti del genere sono stati e sono, grazie alle continue produzioni postume, Frank Sinatra ed Elvis Presley, gente che con la propria voce potrebbe dare un senso anche a Fuoco nel fuoco di Eros Ramazzotti. Non ho mai provato, ma sono scientificamente certo che mandando a palla un brano di Sinatra sia possibile scongelare i surgelati più velocemente ed in modo più uniforme che col microonde.

Poi anch’ io c’ho i miei gusti: il Mariah Carey style proprio no ed in genere no, a tutti quelli che ammiccano troppo e non arrangiano con un minimo di personalità, e no a quelli che la radio passa di continuo. E non bisogna esagerare col country, perché dopo un po’ straccia e nemmeno coi lenti, per lo stesso motivo.

Il più grande album di Natale di tutti i tempi, però, votato all’unanimità da me e, successivamente, anche dal mio amico Marciui, è Barenaked for the holydays dei canadesi Barenaked Ladies: un disco clamoroso, per tutte le stagioni.

Nella speranza di fare cosa gradita condivido con voi la mia playlist ideale ad oggi, che poi potrebbe essere anche quella definitiva, qualora i Maya ci avessero preso. Provate a cercare, non ve ne pentirete.

1 Straight No Chaser The Christmas Can-Can

2 Barenaked Ladies with Sarah McLachlan God Rest Ye Marry Gentlemen

3 Third Day Oh Come All Ye Faithfull

4 Frank Sinatra I Believe

5 Bob Dylan Must Be Santa

6 The Brian Setzer Orchestra Get In The Mood With Christmas

7 Chicago I Saw Three Ships

8 Jimmy Buffett Up On The Housetop

9 Chuck Berry Run Rudolph Run

10 Ella Fitzgerald Jingle Bells

11 Elvis Presley Blue Christmas

12 James Taylor Go Tell It On The Mountain

13 B.B. King & John Popper Back Door Santa

14 Louis Armstrong White Chrsitmas

15 The Band Christmas Must Be Tonight

16 Stevie Wonder What Christmas Means To Me

17 Sister Hazel One Little Christmas Three

18 Nat “King” Cole Adeste Fideles

19 The Nitty Ditty Dirt Band We Three Kings

20 Colin James Go Where I Send Thee

21 Silje Nerdgaard Wonderful Christmas Time

22 Keb’ Mo Jingle Bell Jamboree

23 Mark Lanegan O Holy Night

24 Johnny Cash Joy To The World

Insomma, c’è dietro della ricerca, perché ogni anno escono decine di album a tema e non ci si può fermare alla prima canzone che capita. Perché il disco di Natale l’hanno fatto tutti, ma proprio tutti, anche Billy Idol, Scott Weiland degli Stone Temple Pilots e gli AC/DC.

E’ come con i dolciumi, per i quali è sconsigliata la scelta alla cazzo di cane, altrimenti si rischia di portare in tavola un panettone fragrante come una spugna rinsecchita, o quelle cose informi ripiene di una glassa fosforescente alla gastrite.

Tra i dolci di nicchia merita un accenno il panforte di Siena, un conglomerato di spezie, frutta secca e candita, tenuto insieme da una ricca colata di colla a caldo, quella gialla da legno, spolverizzato di zucchero a velo. Piace solo a me, mia madre e mio zio: tutti gli altri lo schifano, lasciandoci liberi di tripartirlo allegramente. Per quel che ne sapevo fino ad oggi l’unico panforte reperibile al supermercato era quello della Sapori, costosissimo nel suo quasi monopolio.

Ma a cosa serviamo noialtri di D.O.D. se non a spezzare le catene dell’oligarchia alimentare? E infatti ecco a voi direttamente dagli scaffali del Dico il panforte margherita di Fiore srl, alla bella cifra di 2,99€ per 340 g. Facciam due conti: il Sapori dello stesso peso viene venduto a 4,99€ e quindi, al netto degli arrotondamenti, costa ben il 70% in più! E che mi venisse da ridere se ho notato la benché minima differenza nel sapore. Uguali uguali, al punto che se Asterix, al cospetto del vecchio saggio della montagna, avesse dovuto scegliere, probabilmente avrebbe sbagliato…

Che dire infine?

Deck the halls with boughs of holly, fa-la-la-la-la la-la-la-la!

Spamma ovunque, dai!
The following two tabs change content below.
Sono nato quasi 40 anni fa, precisamente nel 1973 come "The dark side of the moon" dei Pink Floyd e "Selling England by the pound" dei Genesis, a Rimini. Laureato in psicologia, lavoro come educatore con disabili mentali, alleno una squadra di basket composta da ragazzi con handicap psichico e gestisco la comunicazione dei Crabs Rimini, la squadra di basket della mia città. Fino a pochi mesi fa non immaginavo di dover menzionare tra i miei tratti di personalità "discountismo compulsivo"...

Ultimi post di Mandu (vedi tutti)

Lascia un commento