Il Calendario dell’Avvento e i guardoni.

L’Avvento e la carta igienica nei buchi della serratura

Cosa: Calendario dell’Avvento

Dove: Lidl

Costo: 90 cent

Giudizio: 2/5

Ho comprato alla Lidl il Calendario dell’Avvento per 90 centesimi. C’è babbo Natale che fa “shhhh” ad un gruppetto di bambini piccoli-medi-grandi, ad un cagnolino e a due uccelletti che tirano un nastro rosso, attaccato ad una lanterna appoggiata nella neve, in mezzo al biancospino (dalla regia mi dicono che si chiama “pungitopo”). Fa freddo. I bambini infatti hanno guanti senza dita e paraorecchi. Ma forse potrebbero essere anche nani. Che se non lo sapete si stanno estinguendo. E c’era mia nonna, quella non molto simpatica, che aveva paura del nano che viveva nel suo palazzo. Aveva paura che la violentasse. E io mi dicevo, cacchio, che roba brutta aver ANCORA paura ad ottanta e passa anni, di essere violentate. Ed io che pensavo che dopo una certa età si smettesse di essere potenziali vittime e/o (s)oggetti “desiderabili”* e invece no. Mia nonna e Jessica Fletcher si sono sentite donne, oggetto di desiderio e potenziali vittime fino alla fine.

*ho messo l’asterisco per specificare che NON credo che l’essere desiderabili e lo stupro siano collegabili. Una non è la causa dell’altro e l’altro non la conseguenza della prima, ma qui poi si va ad aprire un capitolo sterminato e non è la sede ne’ il momento. Però ci siamo intesi. Ok? 

La sobrietà della mia scrivania

Ed è proprio la malizia che ci porterà alla distruzione dello spirito del Natale. C’è una cosa per esempio, che mi fa sempre ridere un sacco. Cioè la carta igienica nei buchi della serratura dei cessi. Mi chiedo chi e perché abbia deciso di mettere della carta igienica nei buchi della serratura. Me lo chiedo sempre. Una donna che era andata a far pipì e ha beccato un occhio lungo che sbirciava dalla serratura la sua minzione? O forse una donna maliziosa che ha ben pensato che POTREBBE accadere un tale misfatto per cui è meglio correre ai ripari prima. No, perché alla fine -per quanto non abbia mai compreso l’avversione di mia nonna per il nano suo vicino di casa – la vegliarda aveva ragione: viviamo in un mondo di guardoni e pervertiti.

Un mio amico mi ha detto che tutti coloro i quali viaggiano su furgoni o mammuth d’automobili tipo Suv che sono molto alti, è matematico che guardino in mezzo alle gambe e nel decolté delle donne delle macchine che incrociano. Insomma i camionisti, i muratori e i giardinieri ci sbirciano in mezzo alle gambe. Vero o falso? Chi può dirlo… l’unica roba che resta da fare e guidare con le gambe chiuse e infilare un pezzo di carta igienica nella serratura del bagno. Non si sa mai. Che una volta sono stata alla festa dell’Unità e c’era un maniaco che spiava le donne piscianti con uno specchietto. Non c’è limite al peggio.

Perché? Non lo so. So però come è nato tutto questo. Tutta colpa del calendario dell’Avvento.

Il calendario dell’avvento c’ha tante finestre come il Palazzo Farnese. Tante, quanti sono i giorni che mancano al Santo Natale. Giorno per giorno, apri una finestrella tutto pompo e gasato e ci trovi un cioccolatino di merda. A volte cambia di forma, altre volte no. Rimane generalmente un cioccolatino di merda. Tu, ingenuo infante, t’alzi ogni mattina e fai a botte con sorelle, fratelli, nonne sessofobiche che “ai miei tempi non c’era la cioccolata, ma poi sono arrivati gli americani…ah, gli americani coi cioccolati”, per aggiudicarti quel piccolo, insulso pezzetto di cioccolato che è così piccolo, misero e patetico che manco ti lascia il sapore sulla lingua. Svanisce. Come il senso di aspettativa e sopresa e l’hype, nel momento in cui apri al finestrella. Perché sta tutto in quello…. l’aprire la finestrella e niente più. Sbirciare dalla serratura o allungare l’occhio sotto le sottane.

E quelli della Lidl, che sono tedeschi proprio come gli inventori del calendario dell’Avvento, ti mescolano le finestre affinché tu debba cercare il numero giusto secondo la sequenza crescente dell’un due tré per poterti aggiudicare il microcioccolatino a forma di stellina, mandorla, papera, nano pervertito o orsetto Hoheolo.

La cosa meravigliosa poi, è che un tot di tempo fa la Lidl regalava un calendario dell’Avvento a tutti quelli che erano iscritti alla Newsletter.

Ora devo chiudere questo articolo nel peggiore dei modi. Devo cambiare la sabbia al gatto. Quello nero, che si chiama Asma, si sta lagnando da ore perché la sabbia è sporca. Ed io non posso che accorrere in suo aiuto. Il poverino, non avendo il pollice opponibile, non può manco aprire le finestrelle del Calendario dell’Avvento. Dopotutto è Natale pure per lui. Povera creatura.

p.s. ho inserito a cazzo dei link ai Fumetti della Gleba del Dottor Pira a sua insaputa, perché a noi dell’Armata D.O.D ci piace un sacco il Dottor Pira. Ciao, Dottor Pira. Suo è anche il fumetto copiato&incollato nell’immagine in alto in alto in alto.

 

 

Spamma ovunque, dai!
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Valeria è nata a Varese nel 1982. Esordisce nel 2005 con il romanzo Casseur e partecipa a diverse raccolte di racconti. Vive nei boschi. Ha tre gatti. Lavora coll'internet. È fondatrice e curatrice del blog “Discount or Die”. Cura la fanzine NIHILISMI e partecipa al collettivo anarcho-romantic-punx Kalashnikov Collective, scrivendo cose e cantando.

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