Pane fresco LIDL: il pane è un fendente.

Il pane, gli animalisti, i vivisettori e i libri di sangue.

Cosa: pane fresco

Dove: Lidl

Prezzo e Voto: Vedi i singoli prodotti

Si è già parlato ieri di come il finto bisogno di avere latte e pane fresco in casa non sia, un po’ come il senso di colpa cristiano, nient’altro che uno strumento in mano ai cattivi per soggiogarci. Poco importa se siano vescovi, panettieri ladri, o futuristi.

Ed è una forma di resistenza, la mia decisione di prendere una macchina del pane (per le grandi occasioni) o di consumare orribile pane in cassetta che sa di alcol-banana e rimane morbido per decenni e che m’importa se ci mischiano dentro l’amianto. Di pane dopotutto, ne uso davvero poco e non credo – tra l’altro – che i partigiani mangiassero poi così bene. La rivoluzione non è mica un cup-cake.

Rimane il fatto però che ieri sono anadata al(la) Lidl in centro città e non ho potuto fare a meno di farmi cogliere dall’impazienza, dalla sorpresa e dallo sconvolgimento, nel sentire un paradisiaco, soffice e caldo profumo di pane appena sfornato.

Da un po’ di tempo a questa parte, infatti, alcune Lidl si sono digievolute e c’hanno il reparto pane fresco. Paninetti, brioche, pizzette e focaccine sfornate ogni dì.

L’APPROCCIO GIUSTO

Avete presente gli animalisti nei film americani? Vestiti di nero, irrompono in un qualche laboratorio in cui ammazzano le bestiole per sperimentare il farmaco che ci libererà dalla stronzaggine nel mondo e trac… liberano la scimmietta portatrice della sindrome dei micropeni, delle tette asimmetriche e dei peli nel naso, dannando l’umanità ad una vita di zombie-apocalisse.

Ecco, io ieri davanti ai dispenser del pane fresco della Lidl, mi sono sentita un po’ medico vivisezionatore, un po’ animalista libera rogna e anche un po’ cavia. Vi spiego come funzione…

I pani e i pesci (no, quella era un’altra storia)… i pani sono conservati all’interno di gabbie a tenuta stagna, ricoperte da un fitto strato di plexiglass antiproiettile. Ogni gabbia ha un’anticamera con uno sportellino ed un buchetto dove far passare la mano. L’anticamera stessa ha delle microporte di acciaio in cui bisogna far cadere il pane, tirandolo verso di sè con un pungolo.

Oltre a rischiare di perderci una mano (come un vivisettore che viene morso dal beagle incazzato) si ha quell’impressione di STANARE qualcosa. Di catturare dei passerotti tipo. Che poi mi è pure venuto in mente di quella volta che io e le mie amiche avevamo adottato una gatta pezzata di nome Daina che viveva sotto una catasta di legna. La nostra cara Daina aveva fatto una paccata di cuccioli e noi andavamo tutti i giorni a stressare-coccolare i piccoletti e la mamma. Fino al giorno in cui la meravigliosa Daina non ci ha accolto piangendo e allora abbiamo infilato la mano sotto la catasta di legna (ai tempi non sapevo cosa fossero i ragni, evidentemente) e abbiamo tirato fuori uno dopo l’altro i cadaverini dei gattini che poi abbiamo sepolto.

…è stato orribile. Peggio di quella volta in cui abbiamo assistito all’agonia di una gatto investito. Ma non è di gattini che devo parlare. Tiro su col naso, simulo che mi sia entrato un ragno in un occhio, asciugo le lacrime e continuo indefessa nel mio reportage sul pane fresco della Lidl.

Dunque… dopo aver catturato il passerotto-gattino morto dal dispenser, con tanto di guanto monouso, s’infila in un sacchetto di carta, si va alla bilancia si pigia il tasto corripondente al prodotto, si dicono quante unità abbiamo STANATO e si appiccica l’etichetta che viene generata.

Piccolo video esplicativo. Perdonate la qualità, ma l’ho fatto col cellulare. Cellulare di merda. Ovvio.

FERITE DA FENDENTE, PUNTA E TAGLIO

Ho catturato: una foccia ai pomodorini, una pizzetta, un brezel, 6 paninetti (4 ai semi di zucca e 2 ai semini-cereali).

Il Brezel… OTTIMO. Soffice-croccante, dolce-salato. Ciò che serve se non sai se mangiare qualcosa di soffice o croccante o qualcosa di dolce o salato. Voto: 5/5 – Prezzo: 0,39 € al pezzo.

Paninetti vari…. MOLTO BUONI. Non troppo fragranti, ma comunque eccellenti considerando che l’alternativa dei competitors -tipo panetterie Esselunga o Iper – per questi tipi di pani (con cereali o semi) possono arrivare a far pagare fino a 5 € al chilo. GIURO. Mentre alla Lidl li ho pagati 0,29 € al pezzo.  Voto: 4,5/5

Pizzaal costo di 1,50€ mi sono portata a casa la versione compatta di tutti i “Books Of Blood” di Clive Barker. Immaginatevi un libro con la copertina rigida. Un libro che racchiuda racconti di sangue, carne e supplizzi. Un libro maledetto che nel momento in cui lo leggi cominci a ferirti. Le mucose vengono lacerate e le gengive smembrate. Il sangue divampa a fiotti. Un libro del terrore insomma, con sopra un pochetto di pomodoro e della mozzarella.

E guardate che di pizza in questa casa ce ne intendiamo. Abbiamo girato il Giappone in lungo e in largo e abbiamo assaggiato qualsiasi cosa portasse il nome (a volte non meritato) di pizza. Giurin giuretta. E davvero, mi duole ammetterlo, ma nonostate l’indubbia qualità del formaggio, nulla può compensare la rigidità criminale dell’imapasto. Secco, duro, lacerante. Voto: 1,5/5

Focaccia… Rileggete da “mi sono portata a casa la versione contratta di tutti i “Books Of Blood” di Clive Barker” e toglieteci la salsa e la mozzarella, per sostuirla con quattro pomodorini stronzi. Più che una focaccia, un’arma. Voto: 1/5 – Costo: 0,99 €

Ho acqusitato questi prodotti alle 4 del pomeriggio (le sedici!). Non so se l’estrema durezza-secchezza criminale della pizza e della focaccia siano dovuti al tardo orario o forse, chissà, come gli animalisti dei film americani, le mie gengive pagano il prezzo di aver liberato la bestia infetta.

Ok per il pane quindi. Non ok per le pizze-focaccine. La prossima volta che capiterò da quelle parti, stanerò le brioche!

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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