Good Night, Nutella Pride!

Choco Nussa: come uno sharp in mezzo

al Veneto Fronte Skinhead

Cosa: Crema spalmabile alla nocciola

Nome: Choco Nussa

Dove: Lidl

Prezzo: 1,89 €

Giudizio: 5/5

Questa la faccio semplice e asciutta come un cockney tutto muscoli e nervi col collo taurino che canta “Oi! Oi! Oi!”

Si era già parlato di Nutella e della non-Nutella del Todis, qui.

Il barattolo di Crema alla Nocciola del Todis costa 1,35 € e tra tutte le versioni più low-cost della Nutella stessa, credo sia la migliore. Non “allappa” come la Nutella e ha l’insolito retrogusto dell’impasto della torta. Avete presente quando si fa il classico impasto (uova zucchero farina) e CASUALMENTE vi finisce un dito di composto in bocca, che poi diventa un cucchiaio e poi un altro e alla fine la torta per quattro persone, doventa un cup-cake? Ecco, ricorda quella roba lì.

Beh è buona.

Della non-Nutella Dolciando&Dolciando dell’Eurospin invece non ne avevo mai parlato perché direi che è praticamente identica alla Nutella originale. Se non per il fatto che costa molto meno. E per “molto” intendo davvero tanto, cioè tipo che costa 1,15 euro!

Oggi invece parliamo, anzi, scrivo della non-Nutella della Lidl. La Choco Nussa che, come prima cosa, non merita di essere chiamata “non-Nutella”, perché già così vai ad includere una connotazione negativa del termine. E risulta un po’ fastidioso ecco. Un po’ come quando sei un uomo rapato a zero, coi tatuaggi e gli anfibi e quando si va in giro, tipo certi luoghi di aggregazione ggiovanile, ti senti un pochetto controllato a vista e, quando poi vai al cesso, senti da dietro la porta: “Oh, ma hai visto che ci sono i nazi?!?”

Sto lavorando (non è vero… ho messo sotto mia madre e il mio moroso) alla realizzazione di una serie di gadget di Discount Or Die. Presto farò anche una spilletta con su scritto: “No, non sono nazional-socialista, sono solo calvo”.

Quindi, se vogliamo fare un paragone, le altre non-Nutella (Todis ed Eurospin) sono come un uomo calvo, rasato a zero per questioni estetiche, che deve continuamente lottare per far capire di non essere un nazi-skin.

Con la non-Nutella della Lidl, la Choco Nussa, qui andiamo su un altro livello. Qui siamo, per esempio, sullo skin (sharp o anarchico o apolitico -a cui evidentemente ci piacciono gli anfibietti e le bretelle e quindi è skin per una questione stilistica) che non solo deve lottare per far comprendere alle masse che non è un nazi-skin, ma deve pure prenderle (o darle) dagli stessi nazi-skinS. E qui metto la “s” ben in evidenza, come omaggio alla consueta (et arditissima) usanza di taluni individui a muoversi in branco e ad attacare i singoli.

Per essere più chiara possibile (chiara, non bianca), è come se la Choco Nussa, per quanto in minoranza, per quanto con un po’ di masochismo, sia uno sharp (o skin anarchico) che abita nella città…. chessò… di Varese o magari nel basso Veneto e vada tutti i giorni a bersi una birra nel bar frequentato da tutto il Veneto Fronte Skinhead con annesse quelle robe ridicole che si fanno chiamare “Veneta ArditaMente” che sarebbero le “donne” degli scimmioni del Veneto Fronte Skinhead, che fanno torte con la glassa al cioccolato che compone una coppia di 8 (88-HH-Heil Hitler) o scritte tipo “Viva il Duce” e scrivono “Che carina!” con tutti gli emoticons del cazzo.  Dio…quanto mi fanno cagare!!!

Ma torniamo allo Sharp-Choco Nussa. Perché lo fa? Perché è scemo, direte voi… perché gli piace prendere le mazzate? No, no-no-no. Lo fa perché la crema spalmabile alla nocciola Choco Nussa è persino più buona delle Nutella e sa, sa molto bene, di avere la verità dalla sua parte e che un giorno trionferà sull’arroganza della Nutella Original e muoverà le masse che insieme canteranno: “Oi! Oi! Oi” sfasciando barattoli di Nutella, liberi dai soprusi della Ferrero Fronte Skinhead.

Choco Nussa. Piacevolmente amaragnola come la nocciola e quindi non nausea, più densa e meno unta della Nutella. Al costo di 1,89€, da domani nei vostri carrelli. Oi! Oi! Oi!

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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