Evviva Crusti Croc Cheese Flip, parola di cavalletta.

Crusti Croc: non è tutto estruso ciò che puzza

Cosa: Estrusi al formaggio

Nome: Käse flip

Cognome: Crusti Croc

Dove: Lidl

Costo: 0,89 € x 150g

Che se non possiamo contare su Rocco Siffredi o su Valentino Rossi mica vuol dire che non possiamo avere un testimonial pure noi di Discount Or Die e vi dirò, addirittura, che il nostro testimonial è davvero d’eccezione perché l’ha fatto gratis. E a suo rischio e pericolo, aggiungerei.

Immaginatevi la scena: gruppo di uomini e donne brutti, vestiti di nero coi tatuaggetti e grandi quantità di birre, seduti attorno ad un tavolo di pietra di un parco. E dall’altra parte, nel tavolo accanto, tre uomini sulla cinquantina magri e abbronzati che giocano a carte e fanno le parole crociate.

I primi sono dei bravissimi ragazzi, ma non fa nulla perché sono bruttini da vedere. Perché diavolo sono in un parco e non in bar radical chic del centro a spendere sei euro per una birra e gli aperitivi sul bancone? Ci deve essere qualcosa di strano in loro.

I secondi, invece, quelli ben vestiti sono solo i robbosi del paese a cui la madre stira ancora la camicia e lava i pantaloni, che si traduce: all’apparenza i primi fanno schifo e i secondi sono socialmente -dal punto di vista estetico- accettabili.

I vecchini e le famiglie e le coppiette, giustamente, guardano male i primi e cercano con lo sguardo, conforto nei secondi.

E così avrebbe dovuto fare il nostro testimonial d’eccezione. Anche perché, oltre al pregiudizio proto-punk-metallico, c’è anche una questione di dimensioni. Lui, la cavalletta, è corta un paio di falangi e potrebbe essere schiacciata dall’anfibio dell’insensibile punk in un nano-secondo. Eppure il punk e i suoi amichetti hanno un animo sensibile e la cavalletta lo sa, mica come la mamma col passeggino che sta alla larga dal gruppo! Il punk c’ha il cuore buono e oltre a seminare patatine per far sì che le formiche facciano scorta per l’inverno, nel vedere la cavalletta sulla pietra del piano del tavolo, le porge un estruso al formaggio della Crusti Croc. E lei cosa fa? Si avvicina timida e lo mangia, come il lupo di Kevin Kostner in “Balla coi lupi”.

Tenete bene a mente che la gente brutta di cui sopra, oltre ad essere brutta e di nero vestita, ascoltava pessima musica gracchiante di rumore e rivolta, dalle casse di un piccolo stereo. E tenete a mente, per giunta, che erano presenti ben due confezioni di estrusi al formaggio. I primi di una non precisata marca, dall’aspetto molto simili ai Dixie della San Carlo e dal sapore plastico. Eppure il metallaro, che c’ha una sensbilità acuta, alla cavaletta non le ha dato l’estruso al formaggio scadente, ma le ha dato quello della Crusti Croc che è più piccolo, più arancione, dal fetore terribile (come è giusto che sia) e dal sapore sconvolgente. Vedere per credere.

La nostra testimonial cavalletta è stata lì a rosicchiare e mangiare con le sue manine-dentini-antennine per minuti interminabili il suo estruso al formaggio. Nonostante i punk, i metallari e nonostante la brutta musica.

Ed insomma… la vita è così. Da una parte c’è quell’estruso al formaggio che ricorda in tutto e per tutto il prodotto di marca, ma in realtà è un’illusione. Ed è qualcosa di cui non ci si può fidare. Dall’altre parte invece ci sono i meravigliosi estrusi al formaggio della Crusti Croc che non si omologano esteticamente al gusto imperante, ma strafanno e stordiscono dalla bontà.

Ad una certa si è pensato che la cavalletta avvesse persino sete e le si è porso un tappo con dentro alcune gocce di Alpen. Birraccia fetida che più fetida non si può che, coi suoi 3,5° penso detenga il record in negativo di “Bassezza Alcolica”. Dall’etichetta e dal packaging accattivamente come una caramella Ambrosoli, senza però riuscire a risultare nemmeno -per caso- un pochetto vintage. Beh… la nostra amica cavalletta credo che ne abbia persino fatto un sorso, per poi tornare a preferire l’estruso al formaggio della Crusti Croc… buongustaia.

Ciao amica cavalletta. Punk al pogo e truzzi al rogo!

p.s. c’è chi so oppone a definire quella roba verde smeraldo (come la Città di Smeraldo di Dorothy del Mago di Oz) una cavalletta. Si dice che sia un grillo. Chissene… Beh, nel caso fosse un grillo, vi prego di rileggere la recensione e far finta che al posto di “cavalletta” ci sia scritto “grillo”.

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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