II/ I tuberi di Bèla Tarr: il rafano al cuore di arachide.

Arachidi ricoperti di wasabi VITASIA:

del guardare oltre, del fare “i fari” e del seguire la pista anarchica.

Asia un pochetto crucca

Cosa: arachidi ricoperti di wasabi

Nome: Vitasia

Dove: Lidl

Costo: 0,99 €

Giudizio: 5/5

Ora non so se il rafano è propriamente un tubero, poiché appartiene alla famiglia delle Brassicaceae -tipo il ravanello- però insomma, ciò che conta è che fa parte di quel mare magnum di roba che conserva la parte commestibile sotto terra, come appunto i tuberi. E voi SICURAMENTE vi state chiedendo, ma perché parli del rafano, se nella foto c’è uno snack sfizioso a base di arachidi e wasabi?

Perché, sì… potrebbe essere veramente di wasabi, quella glassa che ricopre l’arachide, ma anche no e ora vi spiego perché.

Il wasabi, estratto da wasabia japonica (山葵), che appartiene anch’essa alla famiglia delle piante che tengono la parte commestibile sottoterra -come il rafano- costa parecchio. Perciò spesso in quel posto meraviglioso che è il Giappone, usano la polvere di wasabi essiccato e ci aggiungono un po’ di rafano fresco per dare quella sensazione piccantella e balsamica, che piace a noi che c’abbiamo l’asilo-esilio politico culturale, emotivo, intimistico*.

…è anche vero che a volte il wasabi non è altro che rafano colorato con la spirulina (un’alga). Ed è altresì vero che ieri avevo voglia di thé e ho usato una bustina che mi era rimasta dall’ultimo viaggio in Giappone, che sapeva distintamente di pesce e radice di loto (ma questo non ha nulla a che fare con la rece in questione).

retro

Ed ora colleghiamoci a Bèla Tarr (sennò che cazzo di seconda parte di una trilogia sarebbe???). Si è parlato in precedenza della patata lessa di The Turin Horse, rammentate? La tristissima, tragicissima, patata lessa di Bèla Tarr. Ecco, noialtri occidentali su certe cose siamo poco fantasioni ed un pochetto reazionari. L’arachide per esempio… O si mangia tostata e salata o ricoperta di caramello nel croccante spaccadenti. E invece cosa ti fanno questi asiatici (e questa meraviglioso brand Vitasia della Lidl)? Ti ricopre l’arachide di wasabi-rafano e cazzarola se spacca. Botta di piccante balsamico all’inizio, che è diverso dal piccante del peperoncino…. è qualcosa che ti prende il naso e non ti ustiona la lingua, e poi il comfort della famigliarissima arachide (e non importa se durante la scuole dell’obbligo vi hanno detto che si scrive senza “g” -familiare- ad eccezione di quel “Lessico Famigliare” della Ginzburg. Pare che adesso si scriva F-A-M-I-G-L-I-A-R-E, per “arachide” invece, è concesso sia il maschile che il femminile).

Che sono un po’ cose che ti rivoluzionano il modo di pensare. Sono convinta che il terreno in cui vivevano padre e figlia, protagonisti di The Turin Horse, fosse pieno di radici, di tuberi e di flora (che nasconde la parte commestibile sottoterra). Tutto ciò di cui avevano bisogno – per non lasciarsi morire lentamente (e magari pure per sorridere ogni tanto)- era qualcosa che esulasse la solita tragicissima patata lessa. Ecco. Sapori nuovi per uscire dalla passività e dalla lenta agonia che ci conduce tutti alla morte, tanto fisica, quanto mentale.

*E poi per esempio, l’altro giorno era in macchina in pieno giorno e un automobilista -che proveniva dal senso opposto- m’ha fatto “i fari” per avvisarmi della presenza di sbirri et similia. E niente… ho rallentato e una volta superato il posto di blocco, ho cominciato a “sfareggiare” pure io, ed essendo appena tornata dal Far East Festival, ed avendo appena mangiato le arachidi ricoperte di wasabi-rafano -che ti fanno pensare in modo diverso- mi sono detta: «Ma che cazzo sto facendo?»

Bimbetta coreana a cui non ho salvato la vita, facendo “i fari” ad uno stronzo col Suv.

Anche perché in quel momento è passato uno con la faccia da stronzo, con un mega-giga Suv inquinatore bastardo, che toglie la visuale -la possibilità di vedere oltre- (in cui, quell‘oltre ha un pochetto di filosofia inside) e mi sono immaginata (fresca-fresca della visione di Silenced -film vincitore del Far East- sulla storia di alcuni bimbetti coreani sordo-muti, brutalizzati, sodomizzati, maltrattati da due gemelli a capo di un istituto cattolico) mi sono immaginata che magari, quello stronzo suvvato, fosse uno di quelli veramente cattivi che meriterebbero di essere acciuffati e rinchiusi nelle patrie galere. «Metti chessò, che c’ha un bimbetto coreano nel bagagliaio…ed io gli faccio i fari e lui la fa franca!».

Ecco… pensavo a questo, con il sapore delle arachidi al wasabi/rafano – in vendita alla Lidl – in bocca che, una nuova consapevolezza si è fatta spazio tra i miei neuroni -come la piccantezza balsamica del wasabi/rafano che la senti pure nel naso – e ho pensato alle Forze dell’Ordine che avevo appena sorpassato. Mi sono detta: metti che è per davvero così, che mangiare robe diverse che vengono da paesi lontani, possa aprire sul serio la mente… non sarebbe meraviglioso immaginarsi giudici e gendarmi che, in caso di dubbio e incertezze, smettessero di seguire -come prima scelta- la fantomatica pista anarchica? Così a muzzo, dopo una riflessione non più lunga dell’intervallo di tempo che ci vuole, alla glassa di rafano/wasabi, di darti la botta di piaccantezza balsamica e poi svanire…

 

 

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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