Ho visto cose: i pomodori secchi GUSTOSELLI

Pmodori secchi I GUSTOSELLI. Ho visto cose…

 

Terronità

Cosa: Pomodori secchi sott’olio

Nome: I GUSTOSELLI

Dove: Lidl

Prezzo: 1,29 €

Giudizio: 5/5

Venerdì notte, dopo un paio di bicchieri di pregiatissimo prosecco rubato da un’amica e del pregiatissimo salmone affumicato rubato dalla sottoscritta (la verità è che ho pagato una confezione, non rendendomi conto che ce n’era una seconda appiccicata sotto, oppure era effettivamente una, ma sono la reincaranzione di Gesucristo e quindi ho moltiplicato i pesci, ma non credo… anche perché stavo ascoltando i Black Sabbath, sinceramente commossa dalla struggente dichiarazione d’amore di Lucifero  -ma di questo avrò modo di scrivere più giù-)

Dicevo: buon vino e finto lusso che fa un po’ anni Ottanta per festeggiare un nuovo lavoro, una nuova casa e…  Beh, i discorsi si sono fatti serissimi e non mi ricordo come e cosa, ma so che la conclusione emersa era quella che pure gli stronzi hanno qualcosa da insegnarci. Magari a riconoscerli e ad evitarli e quindi a non avere rogne, ma che insomma… se siamo qui e se siamo a quello che siamo lo dobbiamo pure agli stronzi.

E poi c’è la scena finale di quel bellissimo film che è Scabbard Samurai di Matsumoto, in cui il padre samurai, prima di fare seppukku scrive una lettera alla figlia dicendo robe meravigliose tipo: “Vivi e fai più esperienza possibile. Vivi e sperimenta.”

Io per esempio ho sempre visto dei pomodori secchi nel frigo della mia famiglia. E quando si andava al mare in Salento… hai voglia se non giravano pomodori secchi sott’olio, eppure io non li ho mai assaggiati.

Come per esempio non avevo mai visto Blade Runner e non avevo ma ascoltato i Black Sabbath. Perché? Perché davo per scontato che mi sarebbero piaciuti. Mi dicevo… hanno fatto la storia. In un modo o nell’altro sono pietre miliari della cultura occidentale contemporanea. ….è scontato che mi piacciano! Sono lì! Mica scappano. Perciò li lasciavo lì… in disparte, come pomodori secchi sott’olio nel frigo genitoriale.

Ma poi un giorno ho ascoltato i Black Sabbath per davvero. Mica i soliti tre singoli. E mi si è aperto un mondo. E ho dovuto guardare Blade Runner e assaggiare quei pomodori secchi che erano in offerta alla Lidl a 1,29 €. Sebbene siano sott’olio di semi di girasole e non d’oliva….porca puttana spaccano.

Da ora li metto ovunque, spezzettati nel sugo, spezzettati nella zuppa, interi nei tramezzini o all’aperitivo. Da allora mi sembra di sentire i Black Sabbath, in ogni singolo gruppo che ha messo insieme due note, dagli anni Ottanta in poi.

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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