Il Biowafer CRICH, Maria Goretti e Pazuzu.

Etiquetta!

Cosa: Biowafers

Nome: CRICH

Costo: 0,99 €

Dove: Lidl

Giudizio: 5/5

Questa recensione, dopo una lunga assenza della sottoscritta, parte con una dolorosa e sofferta affermazione: LORO SONO PIU’ FORTI DI NOI! Ma chi sono loro, vi chiederete voi. Loro! I Cristiani, no! E soprattutto, perché parlo dei Cristiani per recensire dei waferS biologici*?

*(la “s” è ironica. Poiché CAZZAROLA nelle parole straniere, ma assimilate all’italiano -tipo wafer, film o computer- non ci va la “s” plurale, ok??? Basta sentire giornalisti e gente della tivì, che dice filmS, computerS e waferS, ok? Un wafer, due wafer e questo è quanto!)

Perché questa recensione doveva partire da un’immagine ben precisa. Quella di Santa Maria Goretti Martire, che va a fare la spesa al NaturaSì perché vuole mangiare biologico. NaturaSì che, per i prezzi e per il gioco crudele che fa con le nostre coscienze, è sicuramente paragonabile a quell’Alessandro Serenelli che cercò di violentare ed uccise accoltellandola l’undicenne Maria Goretti e noi -non ancor santificati- dovremmo guardare a lei come faro e predecessora, che pur di rimanere illibati e puri (in questo brutto e sporco e lubrico mercato) preferiamo il martirio, e la penetrazione del coltello ad un altro tipo di deflorazione.

Ingredienti!

Pensavo a questa cosa da giorni tutta contenta e sghignazzavo da sola. Ahaha. Che ridere, paragonare il NaturaSì ad uno zoticone stupratore assassino e farmi beffe di una santa undicenne morta ammazzata! Ahaha, quanto spasso! Ma poi, un venerdì, uscendo di casa ho visto che nella MIA strada privata (non del comune, ma MIA di casa mia!) ho trovato un fottìo di lumini rossi che costeggiavano la MIA strada (ma tanti) che, come punti di fuga, conducevano ad un grosso crocifisso di legno alto come me, pieno anch’esso di lumini rossi, proprio proprio di fronte a casa mia.  Sono andata via e mi sono ripromessa che, protetta dall’oscurità della notte, al mio ritorno avrei liberato la MIA strada dai lumini e fatto della sana giustizia laica. Quando sono tornata non c’erano più, ma c’erano i BiowaferS ad attendermi e li ho mangiati con voracità, uno dopo l’altro, fino a dimenticarmi la rabbia atea iconoclasta anticlericale di poco prima.

Sono andata a dormire e mi sono detta…. massì! Sono così buoni questi biowafer che sanno proprio di nocciola e costano poco e sono biologici che quasi quasi rinuncio ai miei progetti incendiari e forse è il caso che non scomodi Pazuzu, Ugallu e Lulal per vendicare il sopruso clericale, concretizzatosi nella presenza dei lumini nella MIA strada e della croce lignea di fronte a casa mia.

Pazuzu!

Ma poi m’è arrivata una mail da parte di un’associazione cristiana che vorrebbe candidarmi nella categoria “business” per il TOYP (Top Young Outstanding Person), che è un premio per gente sotto una certa età che si distingue per non precisati meriti in non precisati ambiti. Nel loro menifesto dicono: “Noi crediamo che la fede in Dio dia alla vita un vero senso ed uno scopo. Noi crediamo che la libertà degli uomini e dell’impresa sia il primo fattore per il raggiungimento della giustizia economica…”

Il senso è: che si fottano, ma a parte questo -tornando ai wafer senza S- che volevo recensire paragonandoci a Maria Goretti Martire e dire che no… non è più necessario essere martiri se si vuole essere biologici. Che no… il miracolo è stato fatto e il biologico può anche essere low-cost, mi sono accorta che la roba di porgere l’altra guancia, quella roba che c’abbiamo tutti dentro – seguaci di Pazuzu compresi – mica ce la si lava via facilmente e quindi niente… Così come un blog che in quanto a blasfemia, ha poco o nulla da invidiare al Reverendo Manson, viene candidato da un’associazione cristiana (e forse massona? Madddai…) ad un premio, così come io stessa ho dimenticato (per colpa dell’incredibile bontà dei biowafers CRICH) l’onta e l’offesa della Chiesa (maledetti-maledetti lumini!) così ci sarà sempre e comunque una fila di Marie Goretti Martiri a far la spesa al NaturaSì perché diffidano dal low-cost, diffidano dei discount e preferiscono il martirio, alla sana e libera e anarchica scelta di rischiare di pensare con la propria testa.

Che fascismo. Direbbe un mio amico.

 

BIO Valeria Disagio

Valeria è nata a Varese nel 1982. Esordisce nel 2005 con il romanzo Casseur e partecipa a diverse raccolte di racconti. Vive nei boschi. Ha tre gatti. Lavora coll'internet. È fondatrice e curatrice del blog “Discount or Die”. / Cura una fanzine www.nihilismi.wordpress.com / Partecipa al collettivo eco-anarcho-romantic-punx Kalashnikov Collective, scrivendo cose e cantando http://kalashnikov-collective.blogspot.it/

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