Vellutata TERRA DEL SOLE [Eurospin]

Vellutata ai fagioli borlotti TERRA DEL SOLE:

Tra food porn, sploshing e merda.

retro

Cosa: Vellutata ai legumi

Nome: TERRA DEL SOLE

Dove: Eurospin

Costo: 1,75 €

Giudizio: 0/5

Mi piace mangiare. E non è una banalità, perché conosco parecchie persone che mangiano solo perché devono nutrirsi e non perché provano piacere nel farlo. Mi piace così tanto mangiare e il mangiare (inteso come cibo) che sono iscritta a questo sito meraviglioso di feticisti-voyeur alimentari, che si chiama Food Porn Daily. Però ho anche parecchio rispetto per il cibo e quindi se c’è una roba che mi dà il disgusto, è vedere gente che si lancia o si sporca con le cose da mangiare (cioccolato e sugo di pomodoro in primis) tipo i feticisti conosciuti come SPLOSHERS, che trovano erotico buttarsi addosso ogni tipo di portata, dagli spaghetti al pomodoro, alla gelatina verde, passando per le torte alla panna. Tutto insieme, sullo stesso corpo senza neanche “cambiare il piatto” tra una portata all’altra, assumenedo così una consistenza ed un colorino, che stanno a metà strada tra il vomito e la cacca -tenete bene a mente questa immagine!-.

Mi piace così tanto mangiare che adoro la roba grassissima, frittissima, cancerosissima per via della consapevolezza e la soddisfazione del godere del cibo, facendosi del male. Del tipo: tutto ciò mi ucciderà, un giorno. Fico! Autolesionismo Mode: ON.

Ma riesco a trovare un incredibile appagamento pure nel magiare robe stronze come il farro, le cose cotte al vapore, i cibi sani ed integrali e ipocalorici, biologici, etici e vegani, sapendo che il mio godere non è costato un caro prezzo in fatto a vite, sofferenze e malanni per il pianeta terra e l’economia tutta.  Insomma… ve l’ho detto, mi piace mangiare.

Così fu che, nel trovarmi davanti un piatto di vellutata ai fagioli borlotti Buona & Veloce, “Terra Del Sole” dell’Eurospin, pensai che avrei appagato il piacere del mangiar sano, combinato al piacere un po’ colpevole e becero, dato dal fatto che avrei passato la serata a nascondere sotto la coperta dei simpatici petarelli, calibrandone l’intensità e ridendo da scema, come può ridere solo chi la fa franca.

Ma non è stato così.

La vellutata dell’Eurospin, all’aspetto ottima e della consistenza giusta, appena assaggiata lascia un sapore in bocca che ricorda il fango e il cartone bagnato. E pur sforzandosi di mangiarla -dopotutto non va neanche masticata e non dovrebbe comportare un grosso sforzo- dopo una paio di cucchiaiate risulterà insostenibile ed insopportabile, tanto da abbandonarla con sdegno e rammarico per quell’euro e settantacinque buttati nel cesso e per lo spreco di cibo in quest’epoca di fame e di crisi.

Buttandola nel cesso poi (buttare gli avanzi nel water mi disgusta oltre ogni limite) quel marrone-borlotto, ti ricorderà le immagini viste in quel documentario sugli splosher e quel colore e quella consistenza -a metà strada tra il vomito e la cacca, ricordate?- che ti chiuderà lo stomaco in una morsa eterna.

Devo assaggiare ancora la vellutata ai ceci e quella di lenticchie che, leggo, possono anche essere usate (come quella marrò di borlotti) come addensante per zuppe e minestre. Leggo pure che è priva di OGM ed è tutta naturale. Chissà se troverò mai il coraggio di farlo. Chissà…. C’ho un pochetto paura.

Spamma ovunque, dai!
The following two tabs change content below.

Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

Lascia un commento