Oltre il vetro: BRILLENPUTZÜCHER W5

Oltre il vetro:

Le salviettine BRILLENPUTZÜCHER della W5

streifenfrei & antistatisch

Cosa: Le salviettine per la pulizia degli occhiali W5

Nome:  BRILLENPUTZÜCHER

Dove: Lidl

Costo: 1,49

Giudizio: 4/5

È verità universalmente riconosciuta che un individuo, oggi, in possesso persino di un unico solido neurone, viva la propria vita attraverso un vetro. Vetro, inteso come qualcosa di trasparente che sta tra noi e l’altro.

Uno vetro-schermo, divide me da voi e voi da me. Eppure è attraverso lo schermo che c’incontriamo.

Tra ma e il vetro, che ci divide e ci connette allo stesso tempo, ci sono pure due lenti (una per occhio) e, intorno a me, ci sono dei vetri-finestra che mi separano dalla Siberia. Ha nevicato tutta la notte, ma quell’idiota del mio gatto, sfregiato e cencioso, ha voluto uscire lo stesso.

Una volta sono stata ad un concerto in un posto molto piccolo, buio, affollato e sottoterra e mi stava venendo l’ansia. Per far finta di niente ed ingannare il motore a propulsione ansiogeno che pompava nel mio cuor, ho deciso di fare la disinvolta e ho cominciato a (far finta di) riprendere il concerto col mio cellulare a cui manca la fotocamera, ma tant’é…. ha funzionato, nessuno se n’è accorto ed è questo che conta. Poi il cantante-amico m’ha detto “ho visto che hai ripreso, lo metti su youtube?” e io ho detto no che faceva schifo come il 99,9% dei video del cazzo che la gente fa coi cellulari ai concerti e poi mette su youtube. “…e allora perché hai ripreso?” mi ha chiesto ed io ho detto “andiamo che ti offro da bere” e ho messo tra me, il mio cuore palpitante e rivelatore, e lui con quell’interrogativo a cui non potevo rispondere, due bei paia di bicchieri di vetro ma di quelli pesanti della birra.

Poi mi sono guardata intorno è ho visto che il 60% delle persone che avevo intorno, anteponevano tra il loro petti (sede del motore a propulsione ansiogeno) e l’altro-altrui, del vetro. Che fosse un cocktail, una macchian fotografica (“qui ci sono più fotografi che cose da fotografare” disse una volta un mio amico!) o un cellulare dotato di fotocamera.

Che se i vetri sono così importanti e mediano la nostra socialità è bene che siano puliti! Ci vengono incontro allora, le salviette umide per la pulizia dei piccoli vetri della nostra vita, tipo occhiali, strumenti ottici, specchietti auto, visiere del casco, schermi del computer, televisori, teche, cellulari e cordless (non adatto a schermi LCD!). Sono della W5 e, per quanto in passato io abbia avuto da ridire con la W5, questa volta mi tocca parlarne bene. Uno, perché sono 50 salviette confezionate in monodosi, a 1,49 € a pacco.

Due, perché in fondo fanno quello che devono fare.

Anni Ottanta!

Tre, perché riciclano. Ovviamente non c’è scritto da nessuna parte, ma si tratta di una mia intuizione: avete presente lo schifo di Fresh&Clean che vendevano in quelle confezioni di palstica col buco a crocetta sull’alto. Quelle robe rigide, spigolose e puzzolenti che sistematicamente si stoppavano all’imbocco e si seccavano nell’arco di due giorni?

Ecco le BRILLENPUTZÜCHER, non sono altro che tutte le vecchie salviette Fresh&Clean abbandonate e tradite (a favore del salviette morbidose e profumate per pulire il culo dei bambini, ma utlissime anche per struccarsi), riesuamate, convertite e riconfezionate.

Che poi ci sono vetri che a mio avviso non andrebbero mai puliti, come quello della T v quando ci sono programmi tipo Malattie Imbarazzanti, che davvero non capisco come si possa studiare per mille anni, diventare dottori e poi passare la giornata ad annusare micosi e funghi tra le dita dei piedi o punzecchiare escrescenze carnose anali altrui. Allo stesso modo, non capisco come una ragazza, che ha le piccole labbra che sembrano una chiacchiera, che è così complessata per ‘sta cosa da non aver mai copulato, poi vada in tv a farla vedere a milioni di persone.

Chiacchiera!

Ma si sa… è la televisione! Oltre a quel vetro, le cose funzionano in modo differente rispetto a qui.

imbarazzo

 

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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