Energy Drink IMOLA

 

Energy drink IMOLA:

Una marcia in più per essere proprio come Andrea Roncato

Imola drink

 

Cosa: Energy Drink

Nome: IMOLA

Costo: 0,85 €

Dove: Penny Market

Giudizio: 4/5

Avevo una nonna, scomparsa di recente, che si chiamava Imola perché suo padre aveva fatto la guerra ad Imola e a Trieste ed aveva chiamato le sue due figlie giustappunto, Imola e Triestina. Il maschio invece, -gran fortunello- l’aveva chiamato Armando che è sempre meglio di avere lo stesso nome di una città.

Ad Imola ci sono stata per l’Heineken Jammin’ Festival del ’98 in cui suonavano i miei gruppi preferiti di allora e pure Siouxsie & The Creatures, ma ai tempi non sapevo chi fosse e l’ho pure presa per il culo perché mi sembrava solo una dark vecchia e grassoccia che cacciava degli urletti – e me ne vergogno tantissimo.

E poi non ho altro da raccontare in merito alla città di Imola, se non che ho trovato al Penny Market un energy drink di nome Imola, con una “bella” Ferrari da Formula Uno sull’etichetta, la bandiera a scacchi e la confezione argentea, come quella dell’olio motore che trovi sugli scaffali dei benzinari, tra gli arbre-magique e le cartine stradali ingiallite.

Perché? Perché i creatori di suddetto energy drink, l’hanno chiamato Imola, perché c’hanno messo la Ferrari sull’etichetta, perché la bottiglietta ricorda una roba che devi mettere nel motore della tua macchina?Per quale ragione dovrei essere invogliata a bere una bevanda che sembra creata per un’automobile?

Al di là di ciò, l’energy drink in questione è uguale a molti altri energy drink, serve per tenerti sveglio, per sopravvivere al post-sbronza e se mischiato con vodka, a tenerti sveglio-ubriaco e in pompa per ore e ore. Una volta ho passato un’intera serata a bere vodka e Burn (l’equivalente della Redbull, ma col marchio Coca Cola) e non ho avuto bisogno di dormire fino a metà pomeriggio del giorno successivo e tutto ciò mi fa pensare che, per forza di cose, gli energy drink siano il male.  Mio padre ha lavorato una vita nell’industria farmaceutica e guardando gli ingredienti di un energy drink a caso, ha individuato parte delle polverine chimiche che si usava per fare i farmaci per la gente malata di epatite. E poi a me fanno schifo tutti, da quelli di marca a quelli low-cost. Comunque questo Imola qui, oltre ad avere la bottiglietta richiudibile e non la lattina, sembra una redbull un pochetto più sgasata.

La Società Italiana di Farmacologia sostiene:

“In Francia, il Ministero della Sanità ha stabilito che gli Energy Drinks potrebbero avere effetti indesiderati sul metabolismo e sulla pressione arteriosa e li ha classificati come medicinali, impedendone di fatto la distribuzione. Anche la Danimarca e la Norvegia non ne hanno autorizzato la vendita. In Gran Bretagna, infine, il commercio di tali bevande è consentito liberamente, ma è sconsigliato l’uso alle donne in gravidanza, ai minori e alle persone a rischio cardiovascolare.”

machismo in lattina

Poi vabbé… a me tutte ‘ste grafiche dannatamente machiste mi fanno un po’ ridere perché mi fanno venire in mente Andrea Roncato che fa la pubblcità a Egorex – Energizzante per lui, una marcia in più per essere sempre il migliore.

Ma solo a me il jingle ricorda “Fischia il vento”?

E quindi niente… se siete maschi, ma proprio maschi, potete trovare un energy drink per qualsiasi cosa stuzzichi la vostra immaginazione maschia.

Ti piace la figa? C’è l’energy drink Fi-GA.

fi-GA

 

Ti piace Need For Speed? C’è l’energy drink NOS.

TI senti uno stereo che pompa a manetta a palla di bella? C’è l’energy drink DURACELL!

litio

Ti piace Satana? C’è l’energy drink RED DEVIL. Ti piacciono i film dell’orrore? C’è l’energy drink MONSTER. Ma soprattutto…

Ti piace la cocaina?

cocaina

 

E per concludere: ti piace mia nonna?

guerra e motori
Spamma ovunque, dai!
The following two tabs change content below.

Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

Lascia un commento