Tortine al limone “I Tesori del Forno”

Tortine farcite alla crema di limone Tesori Del Forno:

Un’immagine ingannevole

 

Not yum! at all...

Marca: I Tesori Del Forno
Cosa: Merendine al limone
Nome: Tortine farcite alla crema di limone
Dove: Todis
Prezzo: —
Giudizio: 2/5
Quando mia madre è rientrata a casa con la busta del Todis mi sono fiondato a vedere quali delizie avesse comprato e tra tutte le cose spiccavano le mirabolanti “Tortine farcite alla crema di limone”. In un attimo sono tornato ai tempi della scuola materna, i bei tempi in cui mi bastava una merendina e un succo di frutta per farmi passare la fame per ore.

Tornando a noi e alle tortine, appena ho visto il pacco l’ho aperto senza pensarci due volte, illudendomi che quello che c’era all’interno potesse essere qualcosa di simile a quanto raffigurato sulla confezione. Già l’impatto visivo è stato un duro colpo, invece di una merendina alta e dall’aspetto soffice mi sono trovato davanti a una cosetta abbastanza piccola e dall’aspetto solo leggermente invitante.

All’occhio si presenta come una cosa tonda dello spessore di un paio di centimetri con la superficie che riesce a essere unta e appiccicosa allo stesso tempo, con la capacità di riflettere la luce in maniera incredibile (non so in che altro modo spiegare questo fenomeno). Tuttavia la delusione vera è arrivata immediatamente dopo il primo morso, esattamente quando credevo che tutta la crema all’interno della merendina (che secondo l’immagine sulla confezione sembra esserne riempita fino all’inverosimile) dovesse colarmi fino ai gomiti.

E invece no.

Non solo non c’è stata nessuna inondazione al limone, ma non c’era nemmeno nulla che si potesse definire crema. Al suo posto ho trovato una specie di puntino del diametro approssimativo di 1cm di una sostanza scura, che in bocca non ha di sicuro sapore di limone quanto più di qualcosa di alcolico non ben definito,  più compatta della pasta merendina stessa. E proprio sulla pasta c’è altro da dire, che ha quel classico effetto spugna in grado di prosciugare nel giro di 3 secondi tutta la bocca e la gola lasciandoti poi quel senso di bocca impastata anche dopo aver bevuto parecchia acqua. Sembrava (e sembra visto che ne sto mangiando anche una adesso per ispirarmi nello scrivere questa recensione) una specie di spugnetta rotonda, quelle che vendono già intrise di detersivo al limone.

In conclusione se ci fosse stato scritto “Cose mosce con ripieno al detersivo alcolico” sarebbe stato meglio, se a questo aggiungiamo che l’immagine sulla confezione fa aumentare esponenzialmente le aspettative sul suo contenuto allora è ancora peggio.

 

[a cura di Jester]

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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