Il post numero 100!

jumpin shark

 

Il post definitivo, il numero 100, tutto a colori!

Per tutti i lettori di Dylan Dog, parlare del NUMERO 100, ha un preciso significato che non avrei bisogno di spiegare. Per tutti gli altri, basti sapere che il tanto atteso NUMERO 100 di Dylan Dog è una puttanata pazzesca, in cui si crede di spiegare tutto ed invece s’incasina la faccenda creando una storia per nulla credibile, che contraddice in parte i precedenti 99 numeri, ma che anche se fosse unica non reggerebbe comunque, in quanto piena di buchi, lacune e trucchetti fastidiosi (meta-letterali, meta-meta-fumettistici) per giustificare l’assenza di logica.

Come quando vedi un film surreale, incomprensibile, contorto e alla fine scopri che era tutto un sogno.

Vi è da sapere inoltre, che il nostro eroe, già astemio e vegetariano, da un po’ di tempo a questa parte non copula manco più. Ed oltre ad essermi divenatato straight edge, passa tutto il tempo a lamentarsi dei cellulari, dei computer, del web e dei giovani. Insomma… Dylan Dog è diventato vecchio e noioso.

Analoga espressione a quella di NUMERO 100, applicata però alle serie televisive, è JUMPING THE SHARK  o per noi italioti, IL SALTO DELLO SQUALO.

In breve.

C’era una volta l’inizio della fine di Happy Days. Quella puntata del 1977, in cui Fonzie saltò uno squalo sui suoi sci d’acqua.  Spettatori, critici e teddy-boys furono tutti d’accordo: tutto ciò è troppo. Persino per Fonzie. Ergo, gli autori non c’hanno più idee.

Quasi tutte le cose seriali ad un certo punto saltano lo squalo. Lo ha fatto persino la Signora In Giallo, quando gli autori fecero interpretare ad Angela Lansboury  sia Jessica, che la cugina britannica Emma, rossa de cavei e golosa d’usei.

Avanspettacolo

Insomma… arriva il giorno in cui ogni cosa ci delude, lasciandoci quel senso di offesa e affronto. Quella sensazione di essere stati traditi. Quella roba per cui proprio non possiamo più difendere (pure per partito preso) la “cosa” in questione. Che sia una serie televisiva, dei fumetti, uno scrittore ecc. ecc.

E forse, è giunto il momento in cui anche Discount Or Die vi deluda e vi tradisca. Come? In due modi differenti.

1) IL CATTIVO GUSTO

Tutto è iniziato da quella bellissima recensione a cura di G. sulle aringhe in salsa di senape, con la quale raggiunsi il numero massimo di accessi battendo ogni record. In quella rece si parlava di aringhe, di film pessimi, di peni mozzati e di tette.

Poi venne il giorno in cui postai due differenti recensioni, in una si parlava di birre e bestemmie, nell’altra di mestruazioni e anche lì, arrivò il nuovo record.

Leggendo poi i criteri di ricerca che la gente usa per accedere al blog, e leggendo cose tipo “cazzi e collant” o “cacca” o “gatto mangia cacca” o “nani tedeschi” o “pene mozzato” o “tette grandi” o anche “tette ciccione” o addirittura “tette grosse collant”… ho compreso che l’internauta medio c’ha il palato assai fine e credo, ahimé, di aver calcato un po’ la mano in tal senso, alla ricerca di maggiore audience.

Sì, credo che la vignetta con Napolitano che si dedica alla toeletta intima (presa da Il Male di Vincino e Vauro) sia stato un po’ il mio SALTO DELLO SQUALO.

2) I SOLDI

Ebbene sì, amici di D.O.D. ho deciso di acquistare un dominio e fare diventare questo blog una roba un po’ più seria, con tanto di banner pubblicitari ai lati (per l’autofinazniamento del suddetto dominio). In compenso però, potrò adottare un’interfaccia più fica e più elaborata. Prometto comunque che non ci saranno pop up, spam o roba invasiva come le frasette del cazzo che si trovavano nei sottotitoli di ItalianShare o nei siti di streaming tipo Megavideo.

Tipo che se qualcuno conosce qualcuno che conosce qualcuno che lavora chessò… per la Finkbrau, me lo dica così gli propongo di diventare sponsor ufficiale di D.O.D.

CONCLUDENDO

Ogni tanto un post autoreferenziale e deludente va fatto. Dopotutto questo  è il NUMERO 100.

AGGIUNGENDO

Se vi aspettavate (dal momento che lo avevo annunciato) la ricetta definitiva per risolvere la crisi economica mondiale, mi tocca deludervi. Sono troppo impegnata a trovare una soluzione per la mia crisi economica personale. Non c’ho mica tempo di pensare al mondo. Ecco.

Beh,  nei prossimi giorni D.O.D. funzionerà a singhiozzi a causa dei lavori in corso. Si accettano critiche, suggerimenti, rece, idee, collant, peni mozzati e squali.

 

 D.O.D CONSIGLIA

Spamma ovunque, dai!
The following two tabs change content below.

Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

Lascia un commento