La maracuja che frizzah

SUNRISE:

La maracuja che frizzah a casa del Tizzah

Dal momento in cui si doveva andare a cena a casa dell’uomo che è riuscito (per voi! solo per D.O.D.) a mangiare QUESTO per colazione, ed è famoso nella scena per il suo dessert di bell’aspetto, ritenni giusto non andare a mani vuote. Ma non solo… dovevo portare qualcosa di davvero davvero unico e così mi sono ricordata che m’era avanzata una bottiglia di cocktail SUNRISE della Lidl*.

Dopo l’esperienza della CAIPIRINHA, credevo di sapere cosa aspettarmi, più o meno…  Super frizzantezza, chimica e acidità. Sapevo soprattutto che il tappo, per quanto inganni alla vista, non è quello tipo spumante che si deve far saltare, ma bensì a vite e così me ne sono approfittata per mettere in scena una simpatica gag, in cui tutti torcevano la faccia e semichiudevano l’occhi, preparandosi ad essere immancabilmente colpiti da tappo che si sarebbe dovuto tuffare nell’aere, e invece no.  Tutto molto divertente.

Cataloghiamo le differenti reazioni in base alla vista, l’olfatto e il gusto.

Vista: sembra una di quelle robe da festa delle medie, oppure da “aperitivo” che comprano le vecchie da offrire a figli e nipoti prima del pranzo di Natale (al posto del Crodino).  Comunque vada sembra triste. Quella bottiglia di finto spumante, quel colore che forse vorrebbe ricordare il Bellini… sembra davvero molto triste e forse lo è.

Olfatto: cito “Ma siete pazzi?” BURP! “M’è venuto un urto di vomito!”, ma anche “l’odore è peggio del sapore”.

Gusto: gli ingredienti sono vino bianco, cagate varie, maracuja, banana e aromi vari… ma sa del sidro dell’IKEA, di idromele, di prosecco di merda, di Cebion all’arancia (che mi rimane comunque più buono del cocktail in questione), di Vivincì, di thé alla pesca+piscio di gatto (perché ci sono certi thé alla pesca che sanno di piscia di gatto), ma soprattutto di birra scaduta (ma come si fa a far scadere la birra e soprattutto a berla, eh?).

La summa è che sebbene rimanga troppo dolce e troppo frizzante, è decisamente meglio della CAIPIRINHA. Ebbene sì.

E comunque gli gnocchi alla zucca e quelli all’ortica erano dannatamente buoni. E pure lo shot di Brunello di Montalcino da 25€**.

*sei laureato in psicologia o scienze umane e sociali? Alla LIDL cercano un mediatore-ascoltatore. Cioè, dal momento che alla LIDL assumono sempre una persona in meno rispetto al numero di dipendenti che prevede l’obbligo di rappresentanza sindacale, i vertici hanno ben pensato di fare un “sindacato” interno. Cioè uno che: “Il candidato si occuperà di monitorare il clima aziendale, ascoltando i collaboratori, rispondendo alle loro domande e curando gli interessi del dipendente e dell’azienda, con riservatezza e affidabilità. Si porrà quindi come mediatore nelle situazioni di conflitto per le quali dovrà elaborare soluzioni efficaci. Il responsabile Personale & Sociale Lidl è inoltre interlocutore in tema di relazioni sindacali e salute in azienda. La figura si occuperà anche della gestione di eventi di natura sociale volti a promuovere un positivo clima lavorativo”.

I migliori amici del dipendente Lidl.

** se non sei laureato in scienze umane e sociali e non sei un dipendente sfruttato dalla LIDL, ciò non significa che tu non possa permetterti del Brunello di Montalcino da 25 €. A breve ci sarà una nuova rubrica di D.O.D. sui beni di lusso rubati. Perché più low-cost del furto non c’è nulla. Stay Tuned.

D.O.D CONSIGLIA

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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