Zio caro, che birre della Madonna.

Zio caro, che birre della Madonna

Cosa: birra

Nome: Materdeus

Dove: D-Più

Giudizio: 2/5

Non è vero. La birra Materdeus fa schifo. O meglio… la birra nella bottiglia di plastica fa schifo a priori e non lascia spazio all’imparzialità nella critica. Soprattutto se la bevi in estate dopo che è stata diverse ore in macchina sotto il sole e ha acquisito quel gusto… dio, non è che si possa parlare propriamente di gusto… quella sensazione di bere della sabbia, ecco.

Insomma, sapete cosa ne penso della birra nella plastica. Credo inoltre che dovrebbe essere vietato in ogni galassia, il bere birra calda (in plastica) in estate.

Amici metallari, punkabbestia, taccagni. Amici di Discount Or Die… cosa cerco di dire dal primissimo post di questo blog (in cui recensivo la birra Viktor dell’Iper)???

Risparmiare è una roba, vivere male è un’altra. Quindi, per favore, per amor diddio, dotatevi di una pratica borsa frigo (con annesse quelle mattonele che si mettono nel freezer) e infilateci le vostre birre spuzze.

Farete una favore a voi stessi e pure alla causa D.O.D, perché se andrete in giro a offrire sorsi di Materdeus (in plastica e calda), poi la gente si fa venire i pegiudizi.

…e non importa se Materdeus vuol dire “madrediddio” e che potrebbe sembrare un complimento. Cioè… questa è una birra della Madonna. NO!L’attribuire un nome altisonante è spesso e volentieri, sintomo di scarsa qualità. La birra è una roba umile e sincera, se “sbora” è perché bluffa.

Prendiamo la Gambrinus per esempio.

Anal!

Birra analcolica del Penny Market (a 0,44 cent) che per il proprio nome ha scomodato addirittura, il leggendario re delle Fiandre a cui si attribuisce l’invenzione stessa della birra!

E cosa mi fa? Una birra ANALCOLICA???

Insomma che sia in plastica o analcolica, il punto è questo. NON VA BENE! NON SI DEVE! NO! NO! NO! Perché la Materdeus in plastica o la Gambrinus analcolica sono un po’ come certe finte bestemmie dell’ordine di Zio Caro, Porco Dito,  Porco Due, Porco Diaz.

O bevi birra o no.

O bestemmi o no.

Non ci possono essere vie di mezzo.

D.O.D CONSIGLIA

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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