American Cookies

American cookies:

L’epopea della Democrazia dei Biscotti.

Il punto è che ci sono biscotti e biscotti. Prendiamo i biscotti americani: gli american cookies.

I NEW YORKERS per esempio. Venduti all’Esselunga per 1,49 €. Un prezzo dignitoso per un prodotto di marca venduto in un supermercato comunistofobico e filoberlusconiano.

E i loro diretti emuli AMERICAN COOKIES della TREVISAN e si presuppone che, in quanto emuli, dovrebbero costare di meno e invece no, perché costano 2,39€.

Che se fosse vera la legge secondo cui, chi imita è l’emule e l’altro l’originale, allora i NEW YORKERS dovrebbero essere l’archetipo e gli AMERICAN COOKIES (TREVISAN) il clone. Ma così non è perché il clone costa più dell’orginale. Ed è un po’ come una rivendicazione da parte delle TREVISAN, del tipo: “sì… sono venuto dopo, ho copiato il packaging, ma mi sono autoattribuito un prezzo maggiore e quindi valgo di più”.

Prendiamo invece i CHOCOLATE CHIPS COOKIES (del Penny Market) che costano meno di quelli che pensavamo “originali”, ma sanno un po’ di naftalina. Non so… quel retrogusto da biscotto pieno di polvere offerto dalla nonna antipatica . Dei presunti originali e dei presunti emuli, ne condivide i colori aziendali marrò-oro-beige.

Proseguiamo con gli ottimi CHOCOLATE COOKIES della DOLCIANDO&DOLCIANDO a soli 0,99 € in vendita all’EUROSPIN.

Buonissimi quanto i primi, i secondi e più dei terzi naftalinici-geriatrici. Mantengano le sfumature auree, ma puntano più sui colori scuri che il nero e l’oro non passano mai di moda.

Prendiamo il biscotto di marca (NEW YORKER), ma che ti sorprende come un uomo importante e con grosse responsabilità istituzionali,  che dice che i giovani fanno bene ad andare al discount e a prentendere prodotti buoni e low-cost.

Pendiamo altri biscotti che dovrebbero essere diversi, più umani e sociali e che però rivendicano un primato: “I biscotti più buoni siamo noi. Gli altri sono i cattivi e non ci vogliamo insozzare coi biscotti facinorosi…”

Per intenderci… gli AMERICAN COOKIES della Trevisan,  se ci fosse la Polizia Dolciaria, ne invocherebbero l’intervento dicendo che tutti gli altri biscotti (con un differente packaging -magari più scuro- e quindi un differente modo di manifestarsi) andrebbero puniti, massacrati e smanganellati. Perché LORO e solo LORO e chi veste e marcia come LORO,  sono i buoni e hanno il diritto di definirsi biscotti… gli altri No. I diversi, sono i cattivi.

E poi ci sono i CHOCOLATE CHIPS COOKIES del Penny Market che sono infimi, fetenti e che si camuffano come gli altri, ma non sono ne’ buoni, ne’ cattivi. Alcuni di loro sono semplicemente servi, altri degli stronzi. Puzzano tanto di naftalina come certi vecchi figuri politici italiani, con un forte accento sardo e senza peli sulla lingua.

…e allora? Quali biscotti prendere? Come fare a capire quali sono i veri biscotti americani?

Beh… grazie a iddio, c’è il MCENNEDY COOKIE ASSORTEMENT alla LIDL, che costa 1,99€ e che contiene tanti e diversi biscotti.

Ci sono quelli al pistacchio e mandorle, quelli al doppio cioccolato e noci, e quelli al mirtillo e cioccolato al latte.

Ce ne sono 100 grammi in più rispetto a tutti gli altri e soprattutto dei gusti mai sperimentati.

…che alla fine, stiamo qui accecati dall’ideologia alla ricerca della rivendicazione dell’autentico biscotto americano, quando poi sarebbe più bello se ci fosse spazio per una pluralità di biscotti che, sebbene in modo diverso, collaborino alla stessa cosa.

A me per esempio piacciono parecchio quelli al pistacchio, però a voi potrebbero fare schifo. Ma non è questo il bello del McEnnedy Cookie Assortment?

D.O.D CONSIGLIA

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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