La caipirinha dei Cenobiti.

La caipirinha dei Cenobiti

Nome: Caipirinha SUNRISE

Dove: LIDL

Costo: meno di 2 €

Alcol: 6,9%

Giudizio: pessimo

E’ da un po’ che non riesco a trovare un buon prodotto da recensire e c’ho la crisi mistica. Lo ammetto, mi sto facendo delle domande e non accetto in modo incondizionato il dogma.

Non riesco ad essere l’Abramo della situazione, no… io sono più S.Tommaso che vìola e punzecchia con le dita, le piaghe sul costato del mondo del low-cost.

Ma mettendo da parte la fede, analizziamo la cosa dal punto di vista psicologico e razionale.

Sono portata da una masochistica sete di conoscenza ad indagare, come Frank in Hellraiser, nei meandri più oscuri del discouting, oltrepassando così la labile linea di confine tra piacere-dolore, che mia nonna avrebbe riassunto in “tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino”. Ovvero, compro porcate inaudite.

Come potrei spiegarmi altrimenti l’acquisto di non una, ma due (!) bottiglie di cocktail SUNRISE della Lidl?

Costo sull’euro e mezzo / due.

Vari gusti (io ho preso la caipirinha e quello al maracuja e non mi ricordo che…), in eleganti bottiglie-finto spumante, col vetro opaco che è un piacere passarci il dito sopra.

sunrise… sunrise.

Nell’aprirla scopri subito il primo tranello, cioè che il tappo non è un vero tappo da spumante, ma bensì un tappo a vite e quindi non puoi neanche farlo saltare, urlando “YEEEH!” al sole che sorge e alla vita che risorge e alla gioia che… sporge. Sì, la gioia sporge con della caipirinha in bottiglia in mano e le amiche con cui brindare. YEEEEH!

Vabbé, versi e ti accorgi che quel verdosino lì, non è una nuance del vetro, ma è proprio la presunta caipirinha ad essere verdosina.

Scopri che frizza parecchio, odora di chimico (avete presente il deodorante in granuli alla mela verde, per i posaceneri delle macchine?) e sa di SVELTO per i piatti

Scopri che non è capirinha, dal momento che è composta da vino, MELA, limetta, aromi naturali e qualche altra ostiata.

Scopri che dopo (orologio alla mano) 45 secondi, scatta immediato un forte bruciore allo stomaco (eravamo in cinque o sei ed è stato sincronico tipo nuoto sincronizzato, però non avevamo ne’ le cuffie, ne’ il make-up waterproof, ne’ quelle espressioni inquietanti da squadrone di bambole assassine, tipica delle nuotatrici sincronizzate).

Non ho indagato sui bruciori vescicali altrui, ma a me è venuta pure la cistite. Non so se è stato lo stesso anche per le mie compagne di caipirinha SUNRISE…

CONCLUSIONE

Se penso alla caipirinha (soprattutto se si chiama SUNRISE), mi viene in mente una spiaggia tropicale, il cielo che è incendiato dal tramonto (o alba) e ad una sensazione di piacere ed estasi.

La CAIPIRINHA SUNSIRE, che deve essere stata prodotta sicuramente da Pinhead e i suoi amici Cenobiti di Clive Barker, traduce quella ricerca di calore e piacere, in fuoco che brucia (stomaco et vescica) e dolore… Dolore esteriore, interiore e domande. Tante domande.

Perché mi faccio del male?

Perché lo faccio alle persone che ho attorno?

E soprattutto, cose farò dell’altra bottiglia di cocktail SUNRISE alla maracuja e non mi ricordo che?

Nel frattempo beccatevi il video-storto del live dei Crimson Ghosts (crucchi come la LIDL) e la loro Army Of The Cenobites!

D.O.D CONSIGLIA

Spamma ovunque, dai!
The following two tabs change content below.

Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

Lascia un commento