Spoken Beer

Spoken Beer: plastica e fastidio al Todis

 

Nome: Spoken Beer (ribattezzata Spooky Beer)

Cosa: Birra

Costo: (appena trovo lo scontrino lo aggiungo)

Giudizio: 1/5

Spietatezza. No mercy. Intolleranza. No alla birra nella plastica. Noooo! Perché sa di plastica, perché si sgasa subito e perché ci fa sentire un po’ come quando da piccoli ci si dava le forbici di palstica con le punte arrotondate, per non farci male.

Non è che se mi bevo un birra, devo poi necessariamente spaccarla in testa a qualcuno o cercare di cavare un occhio coi cocci.

E poi cercando “Spoken Beer” ho visto questa cosa indegna e mi ha messo di cattivo umore.

No! Ai truzzi che si vestono da donna perché “fa troppo ridere”.

No, alla Signora Coriandoli.

Sì, a Divine!

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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