LAND: Il blues del consumatore

Marchio LAND dell’Eurospin:

Il blues del consumatore.

Nome: LAND

Categoria: Latte e suoi derivati

Origine: mista

Dove: Eurospin

Giudizio: 1/5

Sto trascurando il blog. Sono stata un po’ presa ed è come quando è troppo tempo che non vai a trovare tua nonna. L’intensità delle menate e dei sensi di colpa sono direttamente proporzionali alle “assenze”. E più passa il tempo e più sai che ti farà sentire colpevole e allora rinvii e, come una palla di neve che quando arriva a valle è una valanga, ci si trova in un meccanismo malvagio di autogiustificazioni. La stessa cosa di quando fai un abbonamento in palestra o di qualsiasi cosa implichi un minimo di senso del dovere.

Un blog è uguale. E’ una roba per cui nessuno ti corre dietro. Nessuno, se non te stesso, il tuo peggior nemico… dopotutto.

Ma tergiverso… e scrivo un nuovo post perché non posso fare a meno di “scendere in campo” (mio dddio!) ed esprimermi in merito alla mozzarella blu.

Due amabili massaie del nord Italia, hanno acquistato una mozzarella e hanno scoperto che, a contatto dell’aria, diventava blu.

Ora… sono un’esperta e sebbene nessuno abbia fatto il nome della mozzarella, per quel poco che ho visto nelle foto, ho chiaramente individuato il marchio LAND.

La LAND dell’eurospin, mette in mercato tutta una serie di prodotti che vanno dal latte, alle mozzarelle, allo yogurt che in termini merceologici e di educazione alimentare si dice LSD (latte e suoi derivati).

Fanno schifo. Non lo scrivo perché sono una forcaiola giustizialista. Lo scrivo perché è un dato di fatto. Fanno schifo. Il formaggio grattugiato sa di cerotto usato. Non ho mai assaggiato un cerotto usato, ma se cerco di immaginarmi il sapore, credo che sia molto simile al formaggio grattuggiato LAND.  Mi è capitato di aprire una  confezione e trovare isolette batuffolose di muffa blu, ma sono stordita e al posto di filmare tutto col cellulare e denunziare il misfatto, ho pensato che probabilmente era colpa mia e che, forse, nel frigo ce l’avevo da troppo tempo.

Il latte è acqua bianca insapore che piuttosto o mi bevo l’acqua o mi bevo il latte di soia, che mi fa sentire pure più in linea e in armonia con le creature viventi del pianeta terra.

E ora arriviamo alle mozzarelle. Che non ho mai trovato così orribili da lanciarci un anatema post mortem (sembra vadano alla grande ultimamente) è anche vero che le uso solo per farci la pizza e raramente le mangio così… crude e illibate, però… però, la cosa che mi ha fatto riflettere di tutta questa faccenda è il modo in cui è stata affrontata dai media. Sarà il colore blu della mozzarella che ricorda i puffi, la nazionale di calcio, il mare, il cielo… tutti i tiggì hanno parlato delle mozzarelle blu e nessuno (di quelli che ho sentito) ha detto che si trattava delle mozzarelle LAND dell’eurospin. La notizia era vaga, si diceva soltanto: “mozzarelle vendute nei discount del nord italia”.

Ora… concedetemi una domanda: perché quando è scoppiato il caso Galbani (“vuol dire fiducia” buahahah) nessuno ha detto “formaggi di marca venduti nei migliori supermercati”?

A mio avviso si tratta di discriminazione nei confronti del discount. Secondo me siamo davanti ad un caso bello e buono di razzismo consumistico-capitalista. Un po’ come quando, nelle notizie di cronaca, si dice solo la nazionalità del cattivone di turno. Il fare di una parte, il tutto è un’operazione subdola e meschina.

Dialogo immaginario tra me e una massaia un po’ qualunquista (da ora MUPQ):

MUPQ: ah. hai sentito delle mozzarelle blu? Le vendono nei discount…. ah. io lo dico sempre, sul cibo non bisogna badare a spese!

La Vale: Ma signora, non è detto che spendere di più corrisponda necessariamente alla qualità, non si ricorda il caso Galbani?

MUPQ: Certo! Ma quello era un caso isolato. L’hanno detto al tiggì. Hanno detto “Galbanino” della “Galbani”. Nome e Cognome.

Dialogo immaginario tra la sottoscritta e una massaia un po’ qualunquista varesina (MUPQV)

MUPQV: Ah! l’ha sentita la notizia dei rumeni ubriachi che investono i cristiani e violentano le donne?

La Vale: Signora, ma non si può generalizzare, ci sono anche tanti italiani che fanno cose brutte.

MUPQV: Ah! Ma quelle sono mele marce. Casi isolati. Al tigì lo dicono il nome e il cognome.

Ho intitolato questo post “blues del consumatore” un po’ perché volevo simpaticamente richiamare al blu delle mozzarella, ma anche perché in questo momento storico mi sembra inevitabile diffidare dal mercato alimentare. …e dei media. Sempre e comunque. REVOLUCION!!!!

D.O.D CONSIGLIA

Spamma ovunque, dai!
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Valeria Disagio

Valeria nasce un lunedì di pioggia del novembre del 1982 a Varese. Diventa "Valeria Disagio" sull'orlo estremo tra l'adolescenza e l'età adulta. Ha esordito giovanissima con il romanzo "Casseur: la lotta, l'ebbrezza e la Città Giardino". Poi ha perso parecchio tempo nella precarietà del lavoro e nell'inquietudine politica. Ha scritto molti racconti, pamphlet e poesie. Ha gestito un blog - da cui è nato il libro "Discount or die" edito dalla Nottetempo - ha curato fanzine e cantato in collettivi punk. Ha intenzione di continuare a fare tutto questo.

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